La tecnologia non è il fine, è uno strumento, che significa che sostanzialmente il business viene prima, le ragioni strategiche di qualunque decisione di cambiare sistemi, strumenti, sono più importanti dello strumento stesso, cioè ci sono situazioni e processi che funzionano benissimo ancora con Excel e con il foglio di carta. È fondamentale che ci sia questa consapevolezza, il faro dell’obiettivo di business e strategico, perché poi tutto deve essere coerente con la scelta di farlo, di non farlo, di ritorno dell’investimento.

Si parla tantissimo di trasformazione digitale, poi se uno chiede a dieci persone ognuno ha una risposta diversa. Che cos’è una trasformazione digitale? È una parola parecchio inflazionata, di moda in questo periodo. Diciamo che intanto noi abbiamo capito poco dal punto di vista dei massimi sistemi, sicuramente non esiste una definizione assoluta. Quello che possiamo dire è che la trasformazione digitale dipende poi alla fine dal grado di maturità delle aziende.

Per un’azienda che lavora con dei fogli Excel, con AS400, la trasformazione digitale è passare da lì ad un ERP di mercati. Per un’azienda che è matura o è evoluta dal punto di vista delle tecnologie, dell’ICT, la trasformazione digitale è forse parlare di Intelligenza Artificiale, di Big Data, di tutto quello che oggi si raccontano e si sente in giro, ma se uno è all’età della pietra, si fa molta fatica parlare di trasformazione digitale in quei contesti lì.

Quindi trasformazione digitale è trasformare processi, organizzazione e modello di business verso uno stadio successivo, ma dipende poi dalla maturità e dal punto di partenza. Quindi il punto di arrivo e anche il modo con cui ci si arriva dipendono dallo stato iniziale.