la globalizzazione in parte è finita, in parte continuerà e continuerà a stare con noi, no? Probabilmente senza anticipare quello che diranno i prossimi attori, ma insomma, andiamo sul modello misto dove è impossibile pensare di riportare a casa chissà quali produzioni finite là da 15 anni, ma sicuramente c’è una tendenza a pensare sui nuovi investimenti più localmente. Questo mi sembra è quello che esce abbastanza fuori, e questo è dovuto anche a un trend geopolitico ormai abbastanza chiaro, dove comunque c’è chiusura. Paolo parlava prima degli Stati Uniti, si chiudono, ma non è che la Cina stia facendo molto altro. Anche loro si stanno un po’ richiudendo su sé stessi e quindi questo mi sembra un po’ un trend che si sta evidenziando un po’ in tutti i settori che abbiamo affrontato fino adesso. Però, se mi permetti, c’è una differenza che questo casotto che stiamo vivendo ha creato. Se una volta eravamo tolleranti con l’economia di mercato cinese, non lo siamo più. Per cui se io fossi un compratore d’acciaio oggi, mi preoccuperei enormemente di scegliere un fornitore che ha servizi, qualità e distribuzione geografica che è allineata col mio interesse anche dal punto di vista del TCO e delle ESG, perché da qui in avanti io vedo solo una chiusura. Non vedo un’apertura nei prossimi 10 anni. Quindi è vero, i cinesi fanno molto acciaio, sono bravi e tutto, eccetera, però attenzione che le modalità protezioniste possono diventare un nuovo fattore per chi acquista, molto più forte di quello che è stato negli ultimi 10 anni. No, ma infatti in questo senso credo che, come dicevi anche te, l’Est Europa è interessante. Comunque c’è un differenziale del costo del lavoro ancora importante, ci sono le competenze, le tecnologie, eccetera, e quindi sicuramente di nuovo per i nuovi investimenti, quindi, in quest’ottica, probabilmente ragionando con scenari che includono il total cost of ownership, quindi andando a vedere il servizio, la flessibilità, la qualità, probabilmente ha senso tornare di qua su un nuovo investimento piuttosto che rimanere là. L’altra cosa che tu segnalavi, che secondo me è pure importante, almeno il mondo dell’acciaio, ma anche quello che diceva Jan, alla fine la Cina è un mercato competitivo almeno quanto l’Europa in termini di ESG, in termini di qualità della produzione, eccetera, e il mondo dell’acciaio alla fine ormai è abbastanza suddiviso tra Europa e Cina e quindi si può comprare da tutte e due le parti senza grossi problemi. Quindi si riesce a fare un modello, chiamiamolo, misto, da questo punto di vista.