Anche qui questa più che una strategia è l’esperienza, e l’esperienza ci dice che la finestra di convivenza possibile è relativamente breve, perché non è tanto questione di grande azienda perché noi non siamo una grande azienda, ma è proprio un problema di cultura della gestione. Noi abbiamo bisogno dal primo giorno di introdurre una reportistica e di estrapolare tutta una serie di indicatori, chi ha gestito sempre l‘azienda a vista di solito è completamente allergico a questo approccio, quindi poi ci si trova in una cattiva convivenza. Quando abbiamo iniziato, che ero ovviamente molto più giovane di oggi (quasi trent’anni fa) ricordo che mi veniva consigliato di cercare di trattenere queste persone più a lungo possibile, quindi si cercavano accomodamenti del tipo “ti compro solo se rimani 5 anni”, ma poi la convivenza diventava difficile, quindi siamo passati a 3 anni, “ti compro solo se rimani per 3 anni”, adesso tendenzialmente il mio approccio è “ti compro se te ne vai domattina”. Il mio management tende ad essere un po’ più spaventato, perché ci siamo trovati a fare delle acquisizioni anche in ambienti per noi poco conosciuti come l’Africa subsahariana, dove oggi siamo presenti in 14 Paesi, piuttosto che in India, e si tende a voler rimanere aggrappati. Io dico sempre “sì, negoziamo che rimane 2 anni, ma ti assicuro che dopo un anno tu vuoi che questo sparisca dall’azienda e si smaterializzi davanti ai tuoi occhi, perché non lo sopporterai più!”