Vengo all’altro aspetto (li faccio a pezzi, velocemente). Noi parliamo di imprenditori, di stakeholder, di finanziatori, di management, e ci fermiamo al management. Ma l’azienda non è ferma al management. L’altro passaggio che io credo noi non usiamo completamente è che oggi non parliamo più di operai. Stiamo parlando, se anche fossero operai, di persone che hanno una cultura media e una conoscenza pratica di certi sistemi che il management in alcuni casi non ha. Cioè, è più facile trovare un operaio digitalizzato che un manager digitalizzato. Allora, questo è un passaggio che io leggo che noi non sfruttiamo tutto il livello di conoscenza che è dentro l’azienda. Per cui, noi parliamo ancora – e vengo all’aspetto organizzativo – di aziende con organizzazioni verticali: c’è il capo che sa tutto e c’è in fondo qualcuno che, grosso modo, non sa leggere e scrivere. Questo è il modello dei primi del Novecento. Invece, il nostro modello dovrebbe essere quello di un capo che non sa quasi niente, ma è capace di fare una cosa: ascoltare. Io credo vi sia un messaggio che noi non passiamo abbastanza, che è la capacità di ascolto. E l’ascolto è all’interno dell’azienda e all’esterno dell’azienda, il che significa anche organizzarsi diversamente fra dentro e fuori. Un’azienda che ascolta diventa un’azienda anche aperta verso l’esterno. Questo è un passaggio che noi non facciamo tanto.