Abbiamo preso una best practice di mercato, anche noi abbiamo adottato l’approccio di customizzare il meno possibile perché comunque il sistema aveva già tantissime potenzialità sviluppate, molte di più di quelle che l’azienda era in realtà in grado di utilizzare, quindi andava bene. Poi anche noi ci prenderemo due, tre anni, ne abbiamo tanti per fare il miglioramento continuo, non è quello il problema, per cui abbiamo adottato un approccio simile.
Quello che noi siamo andati a comprare fuori, che sembrerà paradossale, è stato il Project Management, quindi noi siamo andati a prenderci un Project Manager dall’esterno con due palle molto grosse, che è quello che ha aiutato e supportato molto me nel battere tutti i tempi e nel non perderci dei pezzi d’azienda. Quindi abbiamo probabilmente dedicato più tempo all’impostazione del progetto, all’impostazione del team e all’impostazione dei corretti carichi di lavoro, di quanto non ne abbiamo adottato o usato per la parte relegata alle scelte tecniche o tecnologiche. Ma questo lo hai fatto, o lo avete fatto, perché non avevi la competenza dentro o perché pensavi che non fosse adatta?
Perché abbiamo voluto prendere una risorsa con una sufficiente seniority per poter gestire questo tipo di cose, per potersi imporre, perché noi un Project Manager interno ce l’avremmo avuto, ma… Sì, è che tipicamente poi si dividevano o nell’IT o in altre funzioni. Ma non avevamo la seniority giusta, e poi soprattutto io volevo una persona proprio esterna che potesse essere completamente neutrale anche in quello che erano poi le diatribe e che facesse il suo mestiere da PM come va fatto nei progetti così complessi, e devo dire che anche questo ha funzionato molto.