Decomplexity e Semplificazione della Gamma Prodotti

Business Breakthrough · Stagione 2, Episodio 9 · 26 min 28 sec

Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore), Vincenzo Natile (Managing Partner, EIM Italia) e Eugenio Cecchin (Presidente DACH / Eastern & Northern Europe, BMI Group).

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Ospiti di questa puntata

  • Guido Tarizzo Founder & Partner, EIM Italia · conduttore
  • Vincenzo Natile Managing Partner, EIM Italia
  • Eugenio Cecchin Presidente DACH / Eastern & Northern Europe, BMI Group

In sintesi

La puntata affronta la "decomplexity", ovvero la semplificazione della gamma prodotti e dei processi che alimentano la proliferazione dei codici. I relatori discutono i segnali che rivelano un eccesso di complessità (marginalità in calo, working capital elevato, OTIF in deterioramento, inefficienze di fabbrica), il metodo per misurarla oggettivamente attraverso il controllo di gestione e i criteri per clusterizzare la gamma (volume storico, partecipazione della forza vendita, margine di contribuzione). Viene sottolineata l'importanza di un approccio collegiale che coinvolga funzione commerciale, produttiva, finanziaria e tecnica, e la necessità di trasformare l'esercizio in un appuntamento strutturale e ricorrente. Il tema si allarga infine a una filosofia gestionale pervasiva, applicabile anche a fornitori, componenti e complessità organizzativa.

Take-home messages

  • La complessità della gamma emerge da tre esigenze tipiche: pressione sulla supply chain (troppe referenze, consegne lente), calo di profittabilità (coda gaussiana di prodotti che distruggono valore) e mancanza di leve di differenziazione percepita dalla forza vendita.
  • I segnali d'allarme finanziari sono la marginalità che si comprime e il working capital che cresce per magazzino immobilizzato su gamme troppo vaste; l'indicatore logistico chiave è l'OTIF (on time delivery in full).
  • La complessità scarica inefficienze in fabbrica: cala l'OEE per troppi fermi, cambi setup e scarti, si riduce la disponibilità macchina e possono servire extra investimenti in capacità.
  • Non servono strumenti sofisticati né un ERP complesso: bastano il costo di prodotto (per ragionare sul margine vero) e una statistica commerciale minima di volume e prezzo medio per SKU.
  • Il punto di partenza per superare le resistenze commerciali è la misurazione oggettiva del costo della complessità, incluse le "voci sommerse" e i costi organizzativi indotti, certificata da una terza parte neutra: il controllo di gestione.
  • Un'analisi efficace clusterizza la gamma su tre dimensioni: andamento dei volumi negli ultimi cinque anni, partecipazione della forza vendita (prodotto core o venduto solo da pochi) e margine di contribuzione.
  • La collegialità è l'ingrediente del successo: un approccio troppo top-down genera rifiuto; al tavolo servono funzione finanziaria, commerciale, operativa e, in molti casi, tecnica/R&D.
  • Ragionare in "piattaforme" (prodotti che condividono processo produttivo, componentistica e acquisti) semplifica la produzione ed evita gli "unicorni" che creano disruption in fabbrica.
  • Occorre gestire il phase-in/phase-out dei prodotti: ogni nuovo lancio, nello stage gate, deve chiarire se è in aggiunta o in sostituzione, per evitare che la gamma riaccumuli code di prodotti obsoleti.
  • Una volta "pulita casa", lo sforzo marginale per mantenerla pulita è molto inferiore al rifare l'esercizio ogni cinque o sei anni: la decomplexity va calendarizzata come attività ricorrente.
  • Esiste una complessità "buona" (necessaria per competere) e una "cattiva", da aggredire e ridurre in continuo o con esercizi periodici "zero based".

Fact & figures

  • BMI Group: gruppo internazionale di materiali da costruzione; area di responsabilità di Eugenio Cecchin dallo spazio DACH (Germania, Austria, Svizzera) ai paesi nordici e balcanici.
  • OTIF di riferimento per un'azienda sana: oltre il 90%; livello critico citato: intorno al 50%.
  • Prodotti venduti solo dal 5%-10% della forza vendita indicati come segnale di prodotto non-core.
  • Analisi classica sui volumi condotta sugli ultimi 5 anni per SKU.
  • Caso citato: prodotti (es. pneumatici) in cui offrire al cliente un prodotto con performance/funzionalità superiore (upgrade), pur più costoso, risulta più conveniente grazie alla semplificazione di flusso produttivo e logistico.
  • Esempio di code di gamma: prodotti lanciati anche 27 anni fa di cui si vendono ancora due o tre pezzi, senza phase-out gestito.
  • Durata tipica di un progetto di decomplexity alla prima applicazione: da 6 a 12 mesi (sei mesi/un anno).
  • Ciclo di ri-accumulo della complessità se non presidiata: circa 5-6 anni.
  • Riferimento illustrativo alla Fiat 600 vs un'auto attuale per spiegare la crescita fisiologica della complessità di prodotto.

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