La progettualità del cambiamento: il caso BAULI

Business Breakthrough · Stagione 2, Episodio 7 · 29 min 09 sec

Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore), Silvia Granocchia (Client Partner, EIM Italia) e Massimo Bottacin (Chief People Officer, Gruppo Bauli).

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Ospiti di questa puntata

  • Guido Tarizzo Founder & Partner, EIM Italia · conduttore
  • Silvia Granocchia Client Partner, EIM Italia
  • Massimo Bottacin Chief People Officer, Gruppo Bauli

In sintesi

La puntata analizza il profondo processo di trasformazione avviato dal gruppo Bauli negli ultimi due anni circa, sotto la guida del nuovo amministratore delegato (in carica dall'inizio del 2023) e con il coinvolgimento diretto della famiglia proprietaria. Massimo Bottacin racconta come il cambiamento di business (riposizionamento strategico da azienda "production oriented" a "market oriented", da volume a valore) sia stato reso possibile solo da un cambiamento culturale e organizzativo altrettanto radicale, definito una vera e propria "rivoluzione". Silvia Granocchia illustra il contributo di EIM attraverso interim manager senior inseriti nei progetti di marketing e di operations/innovazione di prodotto, con funzione di collante interfunzionale e di trasferimento di competenze on the job. Emergono i temi ricorrenti della velocità, della cultura dell'errore, del ricambio del management team e dell'apertura a un network esterno. Il caso è presentato come esempio concreto di che cosa comporta portare avanti una vera trasformazione d'impresa.

Take-home messages

  • Non c'è cambiamento di strategia di business senza un contestuale cambiamento della cultura aziendale: la cultura è il vero motore della trasformazione.
  • Il "change management" richiede quasi sempre anche un "management change": a Bauli il global leadership team è stato rinnovato per circa l'80%.
  • La velocità è un fattore competitivo: riposizionamenti e nuovi prodotti realizzati in pochi mesi, tempi inusuali per il largo consumo (FMCG).
  • Introdurre la "cultura dell'errore" e lo speak up (alzare la mano e segnalare i problemi) è decisivo per correggere in corsa senza cercare colpevoli.
  • Il cambiamento è fatica e genera disruption voluta ("crash generazionale"): mettere insieme fino a cinque generazioni in azienda è faticoso ma energizzante.
  • L'esempio dei vertici e della famiglia proprietaria (presente e coinvolta) legittima e accelera i nuovi comportamenti.
  • Le aree più difficili da cambiare sono quelle con lunga anzianità e catene di comando lunghe, come il manufacturing, dove la comunicazione one-to-one è complessa.
  • Un manager esterno senior porta valore soprattutto come figura super partes: fa da collante interfunzionale, tranquillizza sui compromessi accettabili e trasferisce competenze on the job.
  • Il cambiamento non si fa più da soli: serve aprirsi a un network esterno (società di servizi, partner, centri di ricerca, istituzioni).
  • La trasformazione è un processo che non finisce mai: richiede progettualità, coerenza dei comportamenti e fine tuning continuo.

Fact & figures

  • Gruppo Bauli: fatturato di circa 600 milioni di euro.
  • 85% del turnover realizzato in Italia; presenza dei prodotti in 70 Paesi.
  • Filiali commerciali in Francia, Slovacchia e USA; filiale commerciale e produttiva in India.
  • Mix di fatturato: 45% prodotti a ricorrenza, 55% prodotti a consumo regolare.
  • Croissant confezionato a marchio Bauli: leader di categoria in Italia.
  • Marchio Bauli: 103 anni di storia; marchio Motta: nato nel 1919 a Milano (circa 106 anni), quando Angelo Motta inventa il panettone.
  • Motta acquisita da Nestlé nel 2009.
  • Marchi del gruppo citati: Bauli, Motta, Stefani, Doria, Alemagna.
  • Proprietà: 100% in mano alla famiglia Bauli; azienda managerializzata da 40 anni; terza generazione oggi alla guida dell'azionariato.
  • Nuovo amministratore delegato, in carica dall'inizio del 2023; ciclo trasformativo in corso da circa 2 anni (24 mesi).
  • Michele Bauli: figura di riferimento presente in azienda.
  • Rinnovo del global leadership team per circa l'80%; Massimo Bottacin è il terzo più senior del gruppo con 3 anni e mezzo di anzianità.
  • Riposizionamento di Motta da mainstream a premium in circa 5 mesi; nuovi prodotti portati sul mercato in 6-7 mesi.
  • Popolazione blue collar: quasi il 75% della forza lavoro; fino a cinque generazioni in azienda.
  • Attrition rate storicamente sotto il 4% (anche sotto il 3%); blue collar e manager con l'azienda da 35-36 anni.
  • Bauli Leadership Summit: due appuntamenti l'anno con l'extended leadership team di circa 100 persone.
  • Progetti EIM in Bauli: uno in area marketing/commerciale/trade marketing e uno in area operations (progetto di innovazione di prodotto e tecnologica), con inserimento di interim manager senior.

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