Il manager del cambiamento

Business Breakthrough · Stagione 2, Episodio 6 · 26 min 14 sec

Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore), Paolo Perazzi (CEO, TRI-MER Global Technologies) e Luisella Baretti (Chief Digital Transformation Officer).

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Ospiti di questa puntata

  • Guido Tarizzo Founder & Partner, EIM Italia · conduttore
  • Paolo Perazzi CEO, TRI-MER Global Technologies
  • Luisella Baretti Chief Digital Transformation Officer

In sintesi

La puntata affronta in chiave operativa la professione del manager del cambiamento, cioè di chi entra in azienda per ideare, gestire e portare a compimento progetti di trasformazione. Attraverso le esperienze di Luisella Baretti (trasformazione digitale) e Paolo Perazzi (risanamento e managerializzazione di PMI familiari), si mette a fuoco come "far succedere" il cambiamento superando barriere culturali come i silos, la consuetudine e lo scetticismo. Emerge che gli strumenti tecnici, la governance e le metodologie sono necessari ma non sufficienti: ciò che fa davvero la differenza sono le competenze umane, l'empatia, l'ascolto, il coinvolgimento delle persone e la costruzione della fiducia. Viene sottolineata l'importanza di ottenere risultati rapidi su poche priorità per guadagnare credibilità e di valorizzare i talenti interni, creando una cultura del "noi".

Take-home messages

  • Il cambiamento nasce da pressioni competitive, intuizioni imprenditoriali o analisi della concorrenza; il manager del cambiamento deve saperlo interpretare e rendere concreto.
  • Non è indispensabile provenire dallo stesso settore dell'azienda: esperienze esterne portano prospettive e soluzioni nuove.
  • Chi entra in un'azienda familiare non deve proporsi come elemento di disruption, ma con umiltà, ascolto e capacità di coinvolgere le persone giuste.
  • Le due barriere principali sono la consuetudine ("abbiamo sempre fatto così") e lo scetticismo verso chi arriva dall'esterno; si superano ottenendo risultati concreti e rapidi.
  • Occorre individuare due o tre task specifici realizzabili in fretta, anche piccoli, per far accadere subito qualcosa e aumentare la credibilità del manager.
  • Il primo intervento in PMI familiari deproceduralizzate è mettere ordine: dare processi, struttura e obiettivi strategici sostenibili, superando la gestione autarchica del proprietario.
  • Vanno rotti i silos: la mancata condivisione delle informazioni, spesso legata al timore di perdere autorevolezza, si affronta con "evangelizzazione" e lavoro comune sull'obiettivo.
  • Nella trasformazione digitale è fondamentale l'alleanza tra IT e business, con un linguaggio e obiettivi comuni e una tabella di marcia chiara.
  • Prima della tecnologia e dei processi serve un cambio culturale: la qualità va vissuta come cultura del "noi", non come semplice certificazione o strumento.
  • La fiducia si conquista con l'esempio e riconoscendo i risultati al team; empatia, passione e coinvolgimento sono la vera discriminante tra successo e fallimento.

Fact & figures

  • S2E6, podcast Business Breakthrough di EIM.
  • Speaker: Guido Tarizzo (EIM), Luisella Baretti (Chief Digital Transformation Officer), Paolo Perazzi (CEO di TRI-MER Global Technologies).
  • Caso Luisella Baretti 1: trasformazione digitale del canale distributivo B2B delle farmacie per un'azienda di nutraceutica.
  • Caso Luisella Baretti 2: informatizzazione e riorganizzazione della rete vendita e dell'assistenza clienti multi-channel, con condivisione delle informazioni tra funzioni interne, partner e fornitori.
  • Casi Paolo Perazzi: due aziende familiari in settori diversi ma entrambi altamente tecnologici; nel primo caso la famiglia, proprietaria dalla nascita, decide di managerializzare l'azienda in difficoltà economico-finanziarie e di competitività.
  • Crescita dimensionale citata da Baretti: un'azienda familiare passata da 20-30-40 collaboratori a circa 800, con forte crescita negli ultimi 3-4 anni.
  • Perazzi collabora con EIM da circa 10 anni; primo mandato ricevuto: capire in 30 giorni dove si è e cosa fare.
  • Riferimento allo standard ISO 9001 (certificato di qualità) come esempio di qualità vissuta solo come "bollino".
  • Team multietnico costruito da Perazzi nell'azienda attuale: persone provenienti da Kenya, Albania, Bosnia, India.
  • Riferimento alla "scuola Pirelli" / scuola multinazionale come background formativo di Perazzi.

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