Successione e Trasformazione nelle Aziende Familiari

Business Breakthrough · Stagione 2, Episodio 2 · 29 min 25 sec

Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore), Paolo Morosetti (Professore di Strategic Management in Family Business, Università Bocconi) e Stefano Cassis (Amministratore Delegato, Dimo Euronics).

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Ospiti di questa puntata

  • Guido TarizzoFounder & Partner, EIM Italia · conduttore
  • Paolo MorosettiSDA Bocconi · Strategic Management in Family Business
  • Stefano CassisAmministratore Delegato, Dimo (Euronics)

In sintesi

La puntata affronta i processi di successione nelle imprese familiari italiane, quadro portante del capitalismo nazionale. Partendo da dati quantitativi sul peso e sulle performance delle familiari, la discussione mette in luce come la successione sia spesso trattata come un'emergenza dell'ultimo minuto anziché come un lungo processo di trasformazione (fino a circa 15 anni). Gli ospiti sottolineano che non si può sostituire l'imprenditore con un "clone", ma occorre cambiare metodo: introdurre gestione strutturata delle risorse umane e controllo di gestione, una governance moderna, un piano strategico condiviso tra generazioni e chiarezza sulla distinzione tra proprietà e impresa. Sul modello ideale (familiare, misto o managerializzato) non c'è una risposta unica: contano le condizioni al contorno e la qualità delle persone, valutate con criteri oggettivi come l'assessment, anche per i successori familiari.

Take-home messages

  • La successione va gestita come un processo lungo (indicativamente fino a 15 anni), non come un evento improvviso o un'emergenza.
  • Partire prima, sapendo che si parte "senza sapere dove si arriva": il modello va costruito nel tempo, e costruire fiducia richiede tempo.
  • È illusorio cercare di sostituire l'imprenditore con qualcuno che sappia fare le stesse cose; l'imprenditore di prima/seconda generazione cumula ruoli tecnici, commerciali e di innovazione non replicabili in una singola figura.
  • Le vere novità che porta il manager sono di metodo: un modo di lavorare più strutturato e organizzato.
  • Due processi prioritari da toccare: gestione delle risorse umane (far confrontare le persone tra loro anziché solo tramite l'imprenditore, definire ruoli, obiettivi, valutazione e retention dei talenti) e controllo di gestione (analisi dei costi, budget, pianificazione, verifiche in anticipo).
  • Sintonizzarsi sui numeri come cultura comune, anziché sulle opinioni/intuizioni, fa emergere punti deboli e punti forti prima nascosti.
  • Tre "must have" del cambiamento: governance moderna e professionale, un piano strategico condiviso tra generazioni, e chiarezza sulla differenza tra strategia dell'impresa e strategia della proprietà.
  • Non esiste un modello migliore in assoluto (familiare, misto o managerializzato): contano chiarezza degli azionisti e qualità delle persone; non si risolvono i problemi familiari mettendo parenti in azienda.
  • L'autorevolezza della proprietà, nel tempo, non si misura più solo sul "lavorare", ma sulla capacità di costruire architettura, organizzazione e scegliere le persone.
  • Trattare il successore familiare come un manager qualsiasi: assessment di terzi, mentorship, obiettivi misurabili; per chi vuole ruoli operativi è spesso preferibile un'esperienza formativa esterna, anche in altre culture.

Fact & figures

  • Aziende italiane con fatturato > 20 milioni di euro: circa 17.000.
  • Di queste, il 67% sono aziende familiari (in volume/popolazione).
  • Peso delle familiari sul fatturato: 42%; sugli occupati: 52%.
  • Un terzo delle aziende è gestito da più amministratori (dato diffuso anche nel Sud Europa).
  • Nel 70% dei casi l'amministratore delegato è espressione della famiglia (dato in diminuzione per effetto delle successioni).
  • Un amministratore su quattro è donna.
  • Nel 56% dei casi i consigli di amministrazione sono aperti.
  • Ogni anno il 4% delle aziende italiane ha un ricambio al vertice.
  • Un quarto dei leader ha oltre 70 anni nella posizione di AD, associato a performance leggermente inferiori.
  • Confronto europeo basato sulle prime 1.000 aziende di Francia, Spagna, Italia e Germania: in Italia la famiglia è più presente nelle posizioni apicali rispetto a Francia e Germania; l'Italia ha poche "grandi grandi" imprese.
  • Dopo il ricambio al vertice, in media: migliora il fatturato, aumentano gli investimenti e si riduce il rischio finanziario (ribilanciamento equity/debito).
  • Le imprese familiari crescono di più e hanno redditività migliore delle non familiari nel lungo periodo.
  • Durata indicativa di una successione/generazione citata: circa 15 anni.
  • Caso citato come esempio di manager "traghettatore": Prada.
  • Contatto per feedback: marketing.it@eim.com.

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