Digitalizzazione e Tecnologie per il Futuro

Business Breakthrough · Stagione 2, Episodio 14 · 37 min 14 sec

Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore), Vincenzo Natile (Managing Partner, EIM Italia), Roberto De Miranda (Imprenditore, Ori Martin) e Riccardo Trichilo (Presidente AQM; Senior Advisor EIM Italia).

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Ospiti di questa puntata

  • Guido Tarizzo Founder & Partner, EIM Italia · conduttore
  • Vincenzo Natile Managing Partner, EIM Italia
  • Roberto De Miranda Imprenditore, Ori Martin
  • Riccardo Trichilo Presidente AQM; Senior Advisor EIM Italia

In sintesi

La puntata offre una panoramica sullo stato della trasformazione digitale nelle imprese italiane, a partire dall'Industria 4.0 fino all'irruzione dell'intelligenza artificiale generativa. Gli ospiti concordano sul fatto che l'adozione tecnologica in Italia è avanzata "a macchia di leopardo", con un forte divario tra grandi e piccole imprese e un ritardo strutturale dovuto più a fattori culturali e di competenze che a limiti economici o tecnologici. Il caso Ori Martin illustra come anche un'azienda "old economy" della siderurgia possa evolvere in "cyber acciaieria" per governare in tempo reale processi make-to-order e servire l'automotive. Il messaggio centrale è che la vera "tecnologia abilitante" resta l'uomo, con le competenze di change management e project management giudicate più critiche di quelle puramente tecniche. La conclusione è un invito ad agire subito, anche "quick and dirty", superando la demonizzazione dell'errore.

Take-home messages

  • L'Industria 4.0, lanciata in Italia nel 2018 con il decreto Calenda, ha spesso ridotto l'innovazione all'acquisto agevolato di macchinari, trascurando il processo di miglioramento continuo che avrebbe dovuto innescare.
  • Il vero 4.0 significa monitoraggio in tempo reale della fabbrica (una sorta di "Google Maps" applicato alla produzione), prevenzione degli scarti e manutenzione predittiva: un traguardo che quasi nessuna azienda, anche tra le più grandi, ha realmente raggiunto.
  • La transizione digitale è incrementale, non un salto quantico 0-100: prima serve un'infrastruttura di base scalabile e interoperabile (ERP, MES), poi si costruiscono sopra le applicazioni evolute e l'AI.
  • L'intelligenza artificiale generativa va adottata per gradi: dai primi esperimenti "per scaldare i muscoli" (assistenti virtuali per gli impiegati) fino a soluzioni custom on-premise che evitano il cloud per ragioni di cybersecurity.
  • La tecnologia deve essere al servizio del business: senza una visione strategica, l'adozione resta frammentata e opportunistica (fatta solo perché l'investimento è agevolato).
  • I principali freni delle imprese italiane sono la mancanza di competenze digitali interne, il timore per costi e ritorni incerti e un livello di informatizzazione ancora molto basico (in alcuni casi ancora sistemi AS/400).
  • La certezza e l'affidabilità del dato sono decisive: se le persone non registrano o non correggono i dati in tempo reale, si genera un "effetto domino" che compromette le decisioni a valle.
  • Le competenze più ricercate e difficili da trovare sono quelle di "campo" (il manutentore elettrico evoluto) e quelle manageriali di change management, project management e metodologie agili (Scrum, trial and error).
  • Il ruolo dell'IT sta cambiando: esce dalla "stanza dei bottoni" e va in fabbrica, gomito a gomito con produzione e qualità, per costruire algoritmi direttamente sullo shop floor (edge computing).
  • L'errore da evitare è restare fermi: bisogna muoversi ora, superando la demonizzazione culturale dello sbaglio e la ritrosia italiana verso il rischio e il venture capital.

Fact & figures

  • Gennaio 2018: lancio dell'Industria 4.0 a seguito del decreto Calenda; da circa 7 anni l'implementazione resta disomogenea.
  • Tecnologie abilitanti citate: IoT, robot/cobot, cybersecurity, data science, intelligenza artificiale; più recenti: edge computing.
  • Transizione 5.0: su circa 6,5 miliardi di euro disponibili, risultano impegnati poco meno di 200 milioni di euro.
  • ChatGPT / OpenAI: lanciato a novembre/dicembre 2023; crescita descritta come "più che esponenziale" nell'arco di un anno.
  • Gruppo Ori Martin: elettrosiderurgia (forno elettrico, non altoforno), azienda make-to-order; circa 1.300 persone, ~700 milioni di euro di fatturato, 10 aziende operative.
  • Ori Martin citata come uno dei progetti Lighthouse voluti dal ministro Calenda insieme a Hitachi e Ansaldo, con investimenti a fondo perduto per trasformare l'acciaieria in "cyber acciaieria".
  • Posizionamento di mercato: Ori Martin è un tier 2 dell'automotive, ma spesso si interfaccia direttamente con gli OEM.
  • Cybersecurity: l'azienda dichiara di ricevere circa 2.000 attacchi all'ora.
  • Ilva citata come unico caso in Italia con altiforni.
  • Strumenti citati: Microsoft Copilot in ambito Microsoft 365 (Outlook), soluzioni AI custom on-premise; sistemi ERP, MES, "livelli due"; sistema legacy AS/400.
  • Riferimenti: il "colpo di reni" all'economia richiamato da Mario Draghi; il concetto di azienda "lean" associato al 3.0.
  • Contatto: marketing.it@eim.com per commenti e approfondimenti.

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