Come creare un ambiente favorevole all'innovazione

Business Breakthrough · Stagione 2, Episodio 13 · 26 min 20 sec

Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore) e Eugenio Razelli (Presidente Motor Valley Accelerator; Automotive Strategic Advisor).

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Ospiti di questa puntata

  • Guido Tarizzo Founder & Partner, EIM Italia · conduttore
  • Eugenio Razelli Presidente Motor Valley Accelerator; Automotive Strategic Advisor

In sintesi

La puntata esplora come costruire dentro le aziende un contesto capace di far nascere, crescere e mantenere l'innovazione nel tempo. Razelli parte dalla distinzione tra ricerca (che amplia il perimetro della conoscenza) e innovazione (che trasforma una parte di quella conoscenza in prodotti e servizi per i clienti), sottolineando l'importanza di costruire "ponti" tra i due mondi. Attraverso la sua esperienza in Magneti Marelli e nel motorsport, mostra come innovare prima in una nicchia esigente e poi scalare al mercato di massa. Vengono affrontati il ruolo del cliente, delle competenze manageriali, dell'open innovation e delle startup, del venture capital e dell'apertura verso l'esterno. In chiusura, uno sguardo al futuro dell'automotive, sempre più mobilità e software-defined, e ai ritardi europei da colmare.

Take-home messages

  • Ricerca e innovazione sono cose diverse: la ricerca allarga la conoscenza, l'innovazione la trasforma in prodotti/servizi per clienti; servono "ponti" tra i due mondi altrimenti non si arriva all'obiettivo finale.
  • Il cliente al centro: quando possibile va portato a bordo il cliente finale reale, perché tempistiche e obiettivi diventano più chiari; in sua assenza è il "genio" a interpretarne i bisogni, con esiti incerti.
  • Innovare nella nicchia e poi scalare: partire da un cliente sofisticato o da un segmento esigente (es. il motorsport) per poi portare la tecnologia nel mainstream è una strategia vincente e accessibile anche ai piccoli.
  • Far toccare con mano: i "Technology Day" presso il cliente valgono più della pubblicità, perché mettono in contatto ingegneri, acquisti e qualità in un'unica occasione.
  • Il ruolo del numero uno: in azienda ciò che pensa e fa il vertice fa la differenza; spingere curiosità e proposta del nuovo, e dedicarvi tempo visibile, orienta tutta l'organizzazione.
  • L'innovazione va "comprata" internamente: con gate e momenti di condivisione durante l'anno; se chi è a contatto col cliente, la fabbrica e la fatturazione non sposa l'innovazione, il tasso di successo crolla.
  • Guardare fuori: open innovation, startup, università e monitoraggio della concorrenza sono un "turbo"; le tecnologie sono ormai trasversali e nessuna struttura può seguire tutti i filoni da sola.
  • Il tempo è la risorsa più critica: senza un mini-team dedicato e integrato col resto dell'azienda, le iniziative di rete e scouting non producono risultati.
  • Innovare è solo la prima montagna: diventare i più grandi sul mercato richiede investimenti, qualità e costi; proteggersi con brevetti e vincere cause IPR non equivale ad avere il mercato.
  • Evitare di fare tutto in casa: meglio integrare e creare massa critica invece di duplicare (es. le "20 aziende" che studiano ciascuna il nuovo motore elettrico).

Fact & figures

  • Razelli: 30 anni nel mondo dell'auto e 8 anni in energia e telecom.
  • Il settore auto è stato storicamente il primo investitore in ricerca e sviluppo in Europa.
  • Magneti Marelli: più grande società italiana del settore, ma numero 25 a livello mondiale.
  • Riferimento al prof. Luigi Nicolais, ex presidente del CNR, Università Federico II di Napoli, per la distinzione tra ricerca e innovazione.
  • In Formula 1 Marelli usò il primo microprocessore a 32 bit (oggi se ne producono ~70 milioni); sviluppò iniettori ad alta pressione, motori elettrici per l'ibrido e il primo inverter al carburo di silicio (prima di Tesla).
  • Porsche scelse i motori Magneti Marelli per la Taycan (prima vettura elettrica), battendo circa 30 possibili fornitori; citati anche Volkswagen e ZF.
  • Acceleratore di Modena: in 4 anni sviluppate 28 startup; 4-5 di rilievo, una vicina allo status di unicorno, New Twin (digital twin).
  • Partner Plug and Play: database di 80.000 startup, 35 uffici nel mondo; per un "deep dive" propone 7-8 startup su un tema specifico.
  • L'ufficio di Modena è collegato a Stoccarda (Porsche, Mercedes, Bosch), Detroit, San Francisco.
  • Venture capital in Italia: da circa 100 milioni a 2 miliardi, grazie soprattutto a CDP (l'acceleratore è uno di una dozzina finanziati con risorse CDP); mix ancora troppo pubblico.
  • USA: investimenti dell'ordine di 300 billion in intelligenza artificiale.
  • Cina: 5-6 startup con 2.000 ingegneri ciascuna con pacchetti pronti per la guida autonoma; BYD apre fabbriche; sistema di guida chiamato "God's Eye" ("occhio di Dio").
  • Citati Jensen Huang (NVIDIA) e il concetto di auto "software defined" (ripreso da Amazon), presentato a Las Vegas.
  • L'Europa aveva raggiunto il PIL pro capite degli USA circa 20 anni fa, poi restata indietro sull'onda digitale.
  • Riferimenti a Pirelli e alla fotonica (poi venduta per "qualche miliardo", con cause IPR vinte in tribunale), al PNRR e all'istituto tedesco Fraunhofer di ricerca applicata.

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