Un caso concreto di board competitivo: il caso PININFARINA

Business Breakthrough · Stagione 2, Episodio 12 · 27 min 21 sec

Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore), Vincenzo Natile (Managing Partner, EIM Italia) e Lucia Morselli (Presidente, Pininfarina).

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Ospiti di questa puntata

  • Guido Tarizzo Founder & Partner, EIM Italia · conduttore
  • Vincenzo Natile Managing Partner, EIM Italia
  • Lucia Morselli Presidente, Pininfarina

In sintesi

La puntata analizza il modello di governance adottato da Pininfarina dopo l'improvvisa scomparsa di Paolo Pininfarina, ultimo presidente con quel cognome. In seguito a questa discontinuità, l'azienda ha abbandonato la governance tradizionale italiana (consiglio di amministrazione più collegio sindacale) per adottare il sistema monistico (governance "tier one"), allineato alle best practice internazionali. Lucia Morselli illustra come questo modello trasformi il consiglio in un organo realmente attivo, dove ogni consigliere assume competenze di gestione d'impresa e in cui i comitati diventano lo strumento chiave per far lavorare il board e ridurre l'asimmetria informativa verso l'amministratore delegato. Vincenzo Natile allarga il discorso alle aziende familiari, spiegando perché una buona governance produce vantaggi competitivi misurabili e come introdurla, soprattutto nei passaggi generazionali.

Take-home messages

  • La revisione della governance spesso nasce da una discontinuità aziendale: passaggio generazionale o ingresso di un socio/azionista esterno.
  • Nel sistema monistico scompare il collegio sindacale: i consiglieri devono assorbire in sé anche competenze di controllo, compliance e rispetto delle normative.
  • In consiglio "ognuno vale uno": nel momento della decisione il board collettivamente "fa l'amministratore delegato", quindi servono persone con reale esperienza di gestione d'impresa (idealmente amministratori delegati attuali o passati).
  • Un board competitivo richiede la separazione tra famiglia e impresa, la presenza di consiglieri indipendenti e la distinzione netta tra ruolo del presidente e ruolo dell'AD.
  • Il board deve essere ampio (indicativamente tra 3 e 9 membri, a seconda di obiettivi e complessità), riunirsi con frequenza adeguata e avere un'agenda gestionale chiara.
  • I comitati (controllo e rischi, remunerazioni/nomine, parti correlate, ESG e comitati speciali ad hoc) lavorano direttamente con il management e riferiscono a ogni seduta: sono lo strumento per rendere il board attivo.
  • Il lavoro dei comitati con i dirigenti colma l'asimmetria informativa verso l'AD e supera la "solitudine dell'amministratore delegato".
  • Una buona governance migliora il management interno, attrae competenze dall'esterno e dà fiducia agli investitori: l'impatto è quantitativo, non solo qualitativo (l'azienda guadagna di più).
  • Per un'azienda familiare il primo passo è vincere "la paura del buio": inserire uno o due consiglieri esterni esperti, senza fretta né invasività, e far vedere i risultati.
  • Il passaggio generazionale è il momento ideale per ripensare la governance: non è solo un fatto legale e fiscale, ma anche di corretto assetto di poteri, deleghe e gestione.

Fact & figures

  • Pininfarina: azienda di origine familiare, oggi internazionale e quotata in borsa, con soci, clienti e fornitori a livello mondiale.
  • Paolo Pininfarina: ultimo presidente con cognome Pininfarina, mancato improvvisamente ("l'anno scorso" rispetto alla registrazione).
  • Sergio Pininfarina: figura storica citata; l'azienda ha disegnato vetture per Ferrari e Maserati.
  • Modello adottato: sistema monistico / governance "tier one", in sostituzione del modello tradizionale con consiglio di amministrazione e collegio sindacale.
  • Board Pininfarina: composto da 10 membri, con presenza di membri/consiglieri esterni.
  • Dimensione consigliata per un board efficace: tra 3 e 9 membri.
  • Comitati citati: comitato controllo e rischi, comitato remunerazioni, comitato nomine, comitato parti correlate, comitato ESG/ambientale, più eventuali comitati speciali.
  • Nelle aziende familiari i membri del CdA sono spesso al tempo stesso azionisti, amministratori e manager operativi, con conseguente conflitto di interessi.
  • EIM: società di consulenza; il podcast si intitola Business Breakthrough.

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