Il Futuro dell'Aerospace Italiano
Con Guido Tarizzo (Founder & Partner, EIM Italia · conduttore), Vincenzo Natile (Managing Partner, EIM Italia) e Alessandro Franzoni (Amministratore Delegato, LOGIC Sistemi Avionici).
In sintesi
La puntata inquadra lo stato e le prospettive dell'industria aerospazio e difesa italiana, un comparto resiliente da circa 15 miliardi di euro di fatturato, molto frammentato e trainato da pochi grandi campioni nazionali. Il settore vive una fase di forte sviluppo spinta dalla ripresa post-Covid, dagli investimenti militari, dall'innovazione digitale, dalla sostenibilità e dalla nuova space economy. Il cuore del confronto è la sfida della dimensione: le PMI italiane devono crescere, aggregarsi e aprirsi a competenze e mercati esterni per poter investire, ridurre il rischio percepito dai grandi clienti e attrarre capitali. Emergono come nodi critici il mindset chiuso e autoreferenziale del settore, la sovrapposizione tra proprietà e management, la carenza di managerialità e l'assenza storica di una politica industriale di settore. Come esempio concreto di percorso di crescita viene portata l'esperienza di Logic Sistemi Avionici.
Take-home messages
- La dimensione non è più irrilevante: l'azienda piccola non può permettersi investimenti e viene vista dai grandi clienti più come rischio che come opportunità.
- La prima sfida delle aziende italiane è diventare grandi, per aumentare la capacità di investire in innovazione e ridurre il rischio per i potenziali clienti.
- Il valore di un velivolo oggi non sta più nelle competenze tradizionali (aeromeccanica, materiali, pesi), ormai commodity, ma nella sensoristica, nel processing dei dati e nella capacità di comunicare e interagire con altri domini.
- Serve apertura alla contaminazione cross-industry: oggi è l'automotive a fornire spunti e risorse all'aerospazio (es. elettronica di potenza), invertendo la direzione tradizionale.
- Il principale ostacolo è culturale: settore chiuso, autoreferenziale, risk adverse, con proprietà spesso gelosa del know-how e coincidente con il management.
- Occorre internazionalizzarsi: le PMI della filiera sono ancora troppo legate alle commesse nazionali dei prime e pubbliche, mentre i mercati (Cina, Est del mondo, Sud America) sono globali.
- Digitale e simulazione servono a comprimere i tempi di sviluppo, resi necessari da una velocità di cambiamento del contesto molto superiore al passato.
- I fondi di investimento stanno iniziando a guardare al settore, riconoscendone la resilienza, ma le famiglie/proprietà devono essere pronte al passaggio e le aziende devono prima "fare i compiti a casa".
- All'Italia manca storicamente una politica di settore esplicita, presente invece in altri Paesi vicini; segnali di rinnovata attenzione politica solo di recente.
- Oltre alla scala, resta spazio per nicchie ad alta intensità tecnologica dove le imprese italiane sono tradizionalmente più forti; nel breve i must sono efficienza operativa e competenze.
Fact & figures
- Fatturato aggregato/consolidato del settore aerospazio in Italia: circa 15 miliardi di euro.
- Filiera: oltre 300 aziende, in prevalenza piccole e medie imprese, struttura molto frammentata.
- 80% delle aziende è di dimensione piccola, con circa 150 addetti medi per azienda.
- 3-4 grandi champion nazionali e mondiali, capofila Leonardo; citate anche Avio, Thales, Alenia.
- Tasso di crescita del settore: circa 4,5-5% all'anno, mantenuto anche durante crisi energetiche, crisi finanziaria, Covid e l'11 settembre.
- Tradizione aeronautica italiana avviata pochi anni dopo il volo dei fratelli Wright, con poli a Torino, Varese e Napoli; primo salone aeronautico europeo in Francia, seguito poche settimane dopo da uno sul Lago di Garda, documentato da Franz Kafka come reporter.
- Percorso di crescita di Logic: partenza 8 anni fa da un'azienda con 20 milioni di fatturato; investiti oltre 30 milioni in 4 anni tra acquisizioni e crescita organica.
- Soglia dimensionale ritenuta critica per attrarre investitori: 50 milioni di euro di fatturato (dimensione discreta in Italia, ancora minima all'estero).
- Aziende: Logic S.p.A. — Sistemi Avionici (AD Alessandro Franzoni); EIM (Managing Partner Vincenzo Natile; Founder & Partner e conduttore Guido Tarizzo).
- Esempio positivo di sviluppo della filiera nello spazio: Thales Alenia Space, con l'Italia oggi tra i primissimi attori europei per i nuovi programmi.
- Contatto indicato in chiusura: marketing.it@eim.com.
Trascrizione integrale
Guido Tarizzo: [musica intro] Buongiorno e benvenuti a Business Breakthrough, il podcast di EIM dedicato ai temi di strategia, organizzazione e gestione aziendale. Io sono Guido Tarizzo, oggi parleremo di aerospace. Aerospace e prospettive di sviluppo e di crescita di un settore così importante per l'economia italiana. E ne parliamo con Alessandro Franzoni, amministratore delegato di Logic SPA Sistemi Avionici, e con Vincenzo Natile, eh, che è il nostro partner di EIM, ehm, con la responsabilità del settore aerospace.
Vincenzo Natile: Buongiorno.
Guido Tarizzo: Eh, buongiorno, buongiorno, grazie Alessandro, grazie Vincenzo. Eh, allora partiamo da una domanda, come dire, di inquadramento del settore, giusto per capire di che cosa stiamo parlando, di, di, di, di che dimensioni ha il settore, da che cosa è fatto e, e, e perché è così importante per la nostra economia. Vincenzo, magari vuoi dare tu un inquadramento generale del settore? E qualche dato anche quantitativo, no, di riferimento.
Vincenzo Natile: Ma, allora, il settore dell'aerospazio in Italia è un settore, eh, importante per l'economia italiana. È un settore che vale circa 15 miliardi di euro di fatturato consolidato, aggregato. È u-un settore di esportazione per l'economia italiana verso mercati maturi, ma anche verso mercati emergenti. Eh, è un settore, eh, che, mmmh, ve-vede, eh, oltre tre-trecento aziende, diciamo, nel, nella filiera competitiva, nel senso che, eh, tante piccole e medie imprese, prevalentemente, direi una struttura molto frammentata, tipica poi della, dell'industria italiana. Eh, l'80% di queste aziende sono aziende di dimensione piccola, con 150 addetti medi, no, per azienda, quindi questo dà l'idea della, della struttura del tessuto. Eh, e poi ci sono comunque tre, quattro grossi champion nazionali, anche mondiali, capofila certamente Leonardo, eh, altre aziende storiche come Avio o Thales, Alenia, che in qualche maniera, nel bene e nel male, determinano, come dire, le sorti e, e, e il gioco del, del, del mercato italiano. È un settore, ehm, che sta vivendo tra l'altro un, un momento di, di, di particolare sviluppo, eh, per una serie di contingenze, anche, anche momentanee, simultanee. Eh, certamente c'è, insomma, una coda lunga del Covid, del post-Covid, che ha, eh, ovviamente rilanciato, no, gli investimenti e anche i programmi che erano stati rallentati nel periodo del Covid. Eh, c'è, eh, una, una spinta agli investimenti militari per i fatti recenti, ovviamente macroeconomici, eh, in corso, che comunque, eh, apre una prospettiva di, eh, grande sviluppo per applicazioni militari, sia nella parte, eh, come dire, dei velivoli, che na-- nella terra, che nella parte, diciamo, ma-marittima. Ehm, e forse per la prima volta, devo dire, nella storia del-dell'industry, eh, ci sono una serie di anche spinte esterne, mh, che, eh, impongono u-una, un rinnovamento del-dell'industria. C'è l'innovazione tecnologica, eh, digitalizzazione, la-il digitale, c'è il tema della sostenibilità che comunque, eh, impatta anche il settore dal punto di vista dell'avionica, no, e de, e del, e dell'utilizzo di combustibili e di carburanti green. Eh, c'è, eh, anche l'economia dello spazio che, come sappiamo, negli ultimi anni si è aperta anche ad applicazioni, oltre che militari, anche civili, quindi con la possibilità di offrire nuovi servizi, nuove soluzioni tecnologiche per tutti gli operatori. Quindi, eh, è un momento particolarmente positivo per l'industria ed è un momento dove gli operatori del settore, gr-i grandi, ma anche e soprattutto devo dire i piccoli, eh, devono pensare e ripensare come, come, eh, come competere e come cavalcare queste sfide del futuro.
Guido Tarizzo: E ne parl-- di questo parliamo con Alessandro, no? Cioè, eh, tu che sei un testimone, eh, diretto de, de, di quanto sia importante per un'azienda italiana s-diventare e essere sempre più competitiva in uno scenario come quello che ha delineato Vincenzo. Eh, quali sono-- allora, premesso che è un settore che è sempre cresciuto, no, negli ultimi 20, 30 anni si è dimostrato un settore di una resilienza incredibile, no, a differenza di tantissimi altri settori, ed è un settore che lavora su tempi medio-lunghi o lunghi o lunghissimi e quindi riesce a garantire anche una certa, come dire, inerzia positiva, no, una certa spinta che si protrae nel tempo. In uno scenar-in uno scenario come questo, e, e aggiungendo le cose che ha, che ha disegnato Vincenzo, quali sono secondo te le sfide che un'azienda, per esempio come la vostra, ma tante altre del vost-- del, del settore in Italia, stanno affrontando, devono affrontare nel prossimo futuro?
Vincenzo Natile: Beh, allora sì, è vero. Innanzitutto questo è un settore resiliente, estremamente resiliente e ha continuato a crescere ad un ritmo lento ma costante, 4,5-5% all'anno, durante il periodo delle grandi crisi energetiche, il cri-- la crisi finanziaria, il Covid, eh, le torri gemelle, eh, sempre, eh, un tasso di crescita continuo. Eh, è cambiata l'accezione che anche noi che lo viviamo dall'interno diamo a questo settore. Noi avevamo-- parlavamo di aeronautica, spazio, difesa. Oggi, in un mondo che più genericamente parla di sicurezza, tutte queste tre componenti vanno viste necessariamente insieme, dunque parliamo di aerospazio e difesa, sottolineando proprio come questi siano interconnessi. Chiaramente questo aumento di complessità si porta dietro-
Alessandro Franzoni: Alcune considerazioni che impattano direttamente anche sulle aziende come Logic. La prima è la dimensione. La dimensione non è più un fatto irrilevante. Oggi, eeeh, mmh, ci siamooo cullati nel sogno italiano che piccolo è bello, ma piccolo è bello ormai continua a dirlo solo chi non riesce a diventare grande. Perché piccolo non è bello, perché non ti puoi permettere investimentiii, non ti puoi permettere di accedere a grandi programmi con grandi clienti che vedono nel piccolo più un potenziale rischio di quanto non vedono un'opportunità. Per cui la prima sfida che le aziende italiane hanno, e dico quelle italiane perché la frammentazione del settore da noi è tradizionalmente più grande di quello che non sia in analoghi settori negli altri paesi aeronautici o aerospaziali. Per inciso ricordo che l'Italia è uno dei primissimi paesi aeronautici, mmh, solo pochi anni dopo il volo dei fratelli Wright, noi inauguravamo le grandi tradizioni aeronautiche a Torino, a, a Varese e a Napoli. E solo per una questione di poche settimane, il primo salone aeronautico europeo non si è tenuto in Italia ma in Francia, ma solo dopo due settimane ce n'è stato uno sul lago di Garda, fra l'altro documentato da Franz Kafka come reporter. Ecco qui una, una curiosità, eccetera. Eh, per cui la prima sfida è diventare grandi per aumentare la capacità di investire in innovazione e per ridurre il rischio per i nostri potenziali clienti. La seconda sfida è mantenere una capacità di innovare dove il nostro dominio sta diventando sempre più complesso perché contaminato da tecnologie che vengono da settori tradizionalmente considerati non aeronautici o non aerospaziali. Penso all'influenza che ha tutto il mondo delle comunicazioni, delle comunicazioni sicure, eeeh, della digitalizzazione. Eh, 40 anni fa per, eh, per, per creare un velivolo che fosse super competitivo, eh, si lavorava sulle tradizionali competenze dell'aeromeccanica, dei materiali avanzati, dei pesi eccetera. Oggi tutto questo è quasi considerato una commodity, la capacità di un velivolo è data da quello che porta a bordo in termini di capacità sensoristica e di processing dei dati e della sua capacità di comunicare e di interagire con un-- con i domini che stanno sopra e sotto di lui. Questo è un po' la sfida.
Guido Tarizzo: Questo è un tema molto interessante. Rimaniamo un attimo su questo punto perché secondo me è fondamentale, no? La capacità di collaborare e di lavorare anche con, eh, aziende, skill, know how e quindi anche aziende, centri di ricerca che non sono parte della tua filiera tradizionale, eh, diciamo così. Eh, nella vostra esperienza, chiedo a Alessandro, ma anche a Vincenzo ovviamente avrà qualcosa da dire su questo, dove sono le difficoltà delle aziende aerospace, chiamiamole tradizionali, italiane, di quelle dimensioni che abbiamo citato prima, a aprirsi alla collaborazione nei confronti di altri partner e a farsi contaminare, come dicevamo?
Alessandro Franzoni: Beh, allora, eh, parlando della, della piccola e media impresa in generale, cioè del mondo in cui vivo adesso, poi il, il mondo delle grandi, delle grandi corporation, dove ho passato gran parte della mia carriera, è in parte diverso. Però nella piccola azienda i v-- i limiti sono tanti. Il primo è, eeeh, la proprietà, che ancora troppo spesso si confonde con il management, è una proprietà che spesso è un po' gelosa, gelosa, mmh, delle cose che ha e teme la condivisione, no? Mentre noi da, da, da molti anni siamo ormai abituati, ricordo nell'azienda da cui provengo, un anno avevamo addirittura creato come motto della, della, della, del nostro processo di innovazione growing by sharing. Non si cresce se non si condivide qualcosa, per cui non ci deve essere la paura di condividere, anzi ci deve essere la voglia di crescere attraverso la condivisione. Per cui un-- il fatto che, eh, proprietà e management siano ancora troppo spesso la stessa cosa, fatica a importare nelle aziende, eh, questa, questo, questo know how, questo, questo mindset. Eh, la, l'apertura alla collaborazione è un mindset. Poi c'è un tema anche infrastrutturale per collaborare in modo, eh, costruttivo, in modo efficace con aziende e centri di ricerca, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, serve, servono avere delle infrastrutture, eh, non solo in termini di ricerca e sviluppo, ma anche proprio di condivisione, collabora-collaboration, condivisione sicura, scambio sicuro di informazioni, no? Perché io posso aver voglia di collaborare, ma allo stesso tempo ho bisogno di proteggere e, e, e difendere in qualche modo il, il mio know how. Eh, la velocità con cui le cose succedono è un-- anche un, un altro tema, una sfida che oggi ci si pone. Eeeh, oggi, eeeh, l-la velocità di cambiamento del contesto esterno è decisamente superiore a cui, a cui eravamo abituati anche solo 20, 30, 40 anni fa. Richiede risposte immediate con processi che non possono più essere solo e solamente quelli tradizionali. Pensiamo a-- il grande cambiamento che nel mondo della economia space ha introdotto la new space economy, eh, anche forse stressando troppo certi concetti tipo prendiamo un componente automotive e lo mandiamo nello spazio così si fa prima. Sì, se poi però si rompe non è... Però, ecco, questo dice che i tempi per raggiungere gli obiettivi vanno estrema-- vanno compressi e questo si può raggiungere, ehm Mettendo nei nostri processi molto più digital, molta più simulazione, perché questo accorcia i tempi. E poi la capacità di contaminarsi, di farsi contaminare da mondi che sono esterni. Noi stiamo investendo molto, come Logic, sulle tecnologie dell'elettronica di potenza. Il mondo che in questo momento è più in linea, più vicino, quello da cui troviamo più spunti e anche più risorse, è quello dell'automotive. Ehm, non si sarebbe mai detto fino a qualche anno fa, si sarebbe detto il contrario. È l'aero- è l'aerospazio che contamina, eh, l'automotive, oggi è in parte diverso.
Guido Tarizzo: Vincenzo, tu gestisci diversi progetti come AM in ambito aerospace. Che cosa vedi da questo punto di vista i-in queste dinamiche di apertura, eeh, e di contaminazione e anche tenendo presente l'esigenza poi di essere veloci, no, di essere veloci, molto più rapidi di quanto non si fosse nel passato?
Vincenzo Natile: Ma allora direi che anche tornando al tema delle sfide, no, sulla base delle, delle esperienze mie personali e di EIM in generale, ehm, credo che oltre quello che dice Alessandro, certamente c'è la sfida della internazionalizzazione per le aziende italiane. E parlo naturalmente alle aziende più piccole, quelle della filiera, che sono ancora troppo legate alle commesse nazionali dei prime e pubbliche. E invece ormai i mercati, anche nell'aerospace, sono globali, eeh, e ci sono i mercati emergenti, come in tutte le industry, quello, quello del, del, dell'est del mondo, della Cina, ma anche quello del Sud America, e, e bisogna quindi avere la capacità di andare a prendersi, eh, quei mercati anche oltre che il mercato domestico. Quindi questo è un tema di sfida anche, eeh, per le aziende, per le aziende italiane piccole. Ehm, credo ci sia un tema importante, che un po' si collega a quello che dice Alessandro, della-- sulla managerialità, mmh, e le competenze in queste aziende. Sono aziende, eeh, piccole, molto imprenditoriali padronali, eeh, però con un livello ancora, credo, culturale di strumenti, di processi, di sistemi manageriali, eeh, non a-all'altezza quantomeno delle sfide del futuro. Quindi un, un grosso, un grosso tema per il futuro è quello, è la capacità che queste aziende hanno di attrarre da un lato talenti nuovi, per esempio soprattutto nelle discipline classiche STEM o quelle per fare, diciamo, i, i, l'innovazione e la rivoluzione digitale o tecnologica necessaria, ma anche dal punto di vista manageriale, cioè la strutturazione di processi commerciali, no, che vanno al di là del semplice, della semplice risposta a-alla commessa, eeh, e alla produzione built to print, no? Piuttosto che la parte dell'engineering, dell'ingegneria di prodotto e processo, perché bisogna dare risposte sempre più sofisticate ai clienti, anche dal punto di vista della, delle soluzioni e dell'intellectual property, delle soluzioni sviluppate. Quindi queste sono altre sfide che si aggiungono, credo, a, a, a quelle che diceva Alessandro, eeh, su cui queste aziende devono, devono organizzarsi. Credo che, ehm, il mindset culturale di cui parlava Alessandro sia oggi forse, eeh, l'o-l'ostacolo maggiore, nel senso che è un settore tradizionalmente molto chiuso, molto autoreferenziale, un po' impermeabile alle contaminazioni. Parlava di automotive, noi spesso, io spesso, eeh, suggerisco ai, ai, ai, ai nostri clienti di, eeh, aprirsi anche a pratiche esterne al mondo dell'aero-dell'aerospace, no? Perché magari sono pratiche più evolute, no, più aggiornate. E l'obiezione è se-- quasi sempre sì, ma non vengono dal settore aerospaziale, ma non capiscono le specifiche dello st-- del, del nostro settore. Eeh, credo che questo sia proprio un, un tema culturale. È un, è un industry tradizionalmente risk adverse, molto chiusa, quindi credo che, eeh, è importante che, eeh, chi, chi, chi governa queste aziende, l'imprenditore, la famiglia o, o manager come Alessandro, eh, siano molto più aperti rispetto al passato a queste contaminazioni cross industry, contaminazione anche dal punto di vista della ricerca, dell'innovazione, lo sviluppo, con enti di, di, di ricerca, con università, con il territorio, eeh, e anche tra aziende stesse, perché poi si può fare anche, anche distretto e piattaforma, no, per competere con-- su questi mercati globali mettendosi insieme con aziende diverse.
Guido Tarizzo: Infatti, infatti volevo stare anche a chiedere a Alessandro su questo tema, eeh, qual è il suo punto di vista. Cioè qui serve dimensione, no, serve massa critica. Allora quali sono, secondo voi, le forze che possono accelerare la capacità di queste aziende di mettersi insieme?
Alessandro Franzoni: Sì, ma premesso che una cosa che manca al nostro Paese in questo settore, il nostro Paese è uno, come dicevo all'inizio, di quelli tradizionalmente inseriti storicamente nell'alveo dei grandi Paesi aeronautici. È l'unico che in questi anni non ha avuto una esplicita politica di settore che abbia indirizzato in qualche modo la crescita. Tutto ciò che è avvenuto, è avvenuto per quelle che sono state le sollecitazioni del mercato o la, eh, capacità imprenditoriale a livello di piccola, grande azienda, poco importa. Ultimamente su questo si nota un'attenzione rinnovata da parte della nostra politica e, e- E ben venga, speriamo che non, che non sia tardi. Altri Paesi, anche a noi molto vicini, eh hanno avuto questo da molto tempo e gli effetti si vedono. Si vedono non solo nel ruolo, eh, come sono costituiti i grandi prime di riferimento nazionale, ma anche in come è strutturata ed organizzata la filiera. Per cui sicuramente noi abbiamo un tema di collaborazione e abbiamo un tema di crescita. Eh, una cosa che ci può aiutare è che il nostro settore sta vedendo un interesse, eh, nuovo che si sta palesando negli ultimi anni da parte di fondi di investimento, perché c'è poi anche da dire che le proprietà delle nostre piccole e medie imprese, tra le altre cose, sono particolarmente risk adverse a strumenti, eeeh, avan-avan-- che loro giudicano avanzati, ma che oggi sono normali, di reperimento di capitali a sostegno della crescita. Ehm, quotazione in borsa non se ne parli. Non è un caso che i casi di successo, anche recenti, che abbiamo avuto in Italia nel nostro settore, sono di aziende che hanno al-- dietro giovani imprenditori che si sono formati nel mondo della Silicon Valley o della, o dell'economia che con la finanza ha sempre avuto a che fare. Per cui il mondo dei fondi sta cominciando a guardare al, al nostro settore perché ha capito che è un settore resiliente, eeeh, e che comunque non, non ci si possono aspettare rie-- ritorni in tre, quattro anni, ma che nel medio periodo è un settore che uno zoccolo duro te lo dà. Il problema è da un lato se, eeeh, le, le famiglie, le proprietà sono pronte ad accettare questo passaggio, eeeh, dall'altro, eh, per farsi trovare pronti bisogna che prima le aziende facciano un po' di compiti a casa. Noi per primi, eeeh, siamo partiti otto anni fa da un'azienda che faceva 20 milioni di fatturato. Sapevamo benissimo che un'azienda di quella dimensione in questo settore non avrebbe attratto nessun potenziale investitore. Eh, abbiamo fatto un piano di investimenti che ci ha portato ad investire tra acquisizioni e crescita organica più di 30 milioni in quattro anni. Siamo arrivati alla soglia che io ritengo, eh, critica, eh, dei 50 milioni di euro di fatturato, che è quella che anche determina l'a-l'attenzione e l'interesse di un potenziale investitore. Ecco, questo è un percorso, eeeh, che richiede, eeeh, investimenti, che richiede tempo. Io devo ringraziare il nostro azionista perché ha creduto in questo. Molti hanno ancora un atteggiamento un po' troppo legato all'oggi e un po' poco al domani, e questo magari è un freno. Poi c'è la speranza che, eeeh, un, una prima aggregazione, eeeh, a livello di, di PMI che crei un, un gruppo che comincia a diventare, se non di grandezza internazionale, almeno a livello nazionale, un potenziale riferimento, un potenziale polo, possa avere un benefico effetto di trascinamento e, e, e portarci a un'aggregazione che diventi significativa anche in campo internazionale, perché i 50 milioni, che è già una discreta dimensione in Italia, all'estero è ancora un dimensione minima.
Guido Tarizzo: Anche perché poi appena ci affacciamo al di fuori dell'Italia ci sono degli esempi, in realtà, di aggregazioni spinte e favorite da grossi player nazionali, tipo Thales in Francia, per esempio, abbiamo anche altri esempi, dove-
Alessandro Franzoni: Player che da tempo-
Guido Tarizzo: Cosa fare più o meno lo sapevano
Alessandro Franzoni: Cioè hanno riconosciuto il valore della filiera. Cioè, l-- in Italia in molti casi, o in, diciamo, in qualche caso, il valore della filiera lo predichiamo ma non lo pratichiamo. Non voglio citare i casi, diciamo, che percepisco come meno positivi. Cito invece quello che percepisco, eh, come positivo perché tramite anche le, le aziende del nostro gruppo l'abbiamo vissuto direttamente. Nel mondo spazio, nel mondo space, grazie all'impegno che in questi ultimi anni Thales Alenia Space ha profuso nella creazione e nello sviluppo della propria filiera, eeeh, devo dire che invece di progressi importanti si sono fatti. E non è un caso che oggi l'Italia, eeeh, sia sicuramente uno dei primissimi attori, anche in campo europeo, e pronto a raccogliere la sfida dei nuovi programmi europei, eeeh, per raggiungere quell'obiettivo di indipendenza e sovranità che anche le recenti vicende geopolitiche in qualche modo ci richiedono.
Guido Tarizzo: Assolutamente. Bene, io direi, eeeh, avremmo molto da, da raccontare, da discutere ancora e io vi do già appuntamento a una prossima puntata, nella quale magari potremmo approfondire anche come la space economy, invece, cioè tutto ciò che ha a che fare con i satelliti, eeeccetera, eccetera, tutto quello che succede, eh, sopra le nostre orbite, eh, d-da un'ulteriore spinta, no? Alla crescita del settore, chiamiamolo aerospace tradizionale, no? Probabilmente tutta la space economy sarà un booster, no? Non so, Vincenzo, tu cosa ne pensi, ma quello che già si comincia un po' a vedere è che sarà un ulteriore fattore di accelerazione, no?
Vincenzo Natile: Certamente, come dicevamo all'inizio, eh, è un mercato che sta cambiando, ci sono delle opportunità, quindi i-- eh, da questo punto di vista sono sicuro che tradizionalmente poi l'Italia è, è, è, è un Paese fatta di imprenditori geniali, anche intuitivi, che quindi sapranno, eh, certamente a-approfittare, no? Delle opportunità. Eh, credo che questo sia anche, eeeh, un, un, un messaggio al di là della dimensione, sono da-sono d'accordo, e della scala che è necessario in questo, in questo settore per competere sui mercati globali. Non escludo però anche la possibilità per le aziende italiane di andare a cercarsi delle nicchie, no? Delle nicchie, eh, di profitto Ad alta intensità tecnologica, dove noi forse anche s-- tradizionalmente, storicamente siamo più forti e più bravi a competere rispetto anche alle grandi aziende o le grandi medie aziende internazionali che non sono interessate in genere, no, a volumi, a piccoli e a specializzazioni. Che secondo me lì c'è anche un'opportunità per le imprese italiane per poter, per poter ritagliarsi, no, un, uno spazio di profitto e di competizione. La ricetta è più o meno sempre la stessa, cioè bisogna comunque passare attraverso, eh, un rinnovamento, mmh, d-della, dell'azienda. Eh, ancora, eh, c'è, c'è tanto da fare sull'efficienza operativa, io credo, che è un must di brevissimo, eh, perché serve per competere, eh, e per il profitto e per crearsi anche quelle risorse necessarie ad investire. E, e oggi è tanto-
Guido Tarizzo: Per essere attrattivi nei confronti-
Vincenzo Natile: E per essere attrattivi nei confronti del settore. E c'è un tema di, eh, dotarsi delle competenze giuste, eh, per affrontarle queste sfide. Quindi questi sono i due temi nel breve per, per le aziende della filiera. Poi nel lungo periodo certamente c'è la dimensione, c'è la scala, c'è l'attrazione di investimenti, però sono fasi, diciamo, successive di una, di una strategia di medio e lungo termine.
Guido Tarizzo: Assolutamente. Ne riparleremo sicuramente. Io intanto ringrazio Alessandro Franzoni, amministratore delegato di, di, di Logik Sistemi Avionica SPA, ringrazio Vincenzo Natile, partner di EIM. Eh, la nostra puntata si chiude qua. Se, eh, volete approfondire i temi che abbiamo trattato, lo dico a chi ci ascolta, ehm, oggetto di questa puntata, ci scrivete a marketing.it@aim.com. Grazie.
Vincenzo Natile: Grazie. A presto
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