Crescere anche grazie al passaggio generazionale

Business Breakthrough · Stagione 1, Episodio 6 · 9 min 31 sec

Con Silvia Sgaravatti (giornalista e conduttrice), Michele Bruno (Managing Director, EIM Group) e Alberto Gennarini (Founder & Managing Partner, Vitale&Co).

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Ospiti di questa puntata

  • Silvia Sgaravatti Giornalista · conduttrice
  • Michele Bruno Former Managing Partner, EIM
  • Alberto Gennarini Founder & Managing Partner, Vitale&Co

In sintesi

La puntata affronta il passaggio generazionale e la managerializzazione delle imprese familiari, componente rilevante del tessuto imprenditoriale italiano. Il tema emerge quasi sempre come "problema", ossia quando l'imprenditore ha guidato l'azienda fino all'ultimo momento e ci si interroga sul dopo. Gli ospiti sottolineano che l'esperienza dell'imprenditore è irripetibile e che occorre costruire per tempo le condizioni per la managerializzazione: formalizzazione della strategia, processi, controllo di gestione, governance e un vero percorso di delega con una data di distacco definita. Viene discusso anche il ruolo dei figli, che non vanno inseriti per automatismo ma sulla base di merito, competenza e umiltà, in sinergia con i manager esistenti.

Take-home messages

  • Il passaggio generazionale ben gestito preserva valore per l'intera economia; gestito male può produrre disastri.
  • Se ne parla come "problema" quando non è stato preparato per tempo: il passaggio senza traumi è quello avviato con vent'anni di anticipo da un imprenditore illuminato.
  • L'esperienza dell'imprenditore è stratificata e irripetibile: nessuno sul mercato lo sostituisce alla pari, quindi va costruito un sistema che ne assorba il ruolo.
  • La strategia deve passare dalla testa dell'imprenditore a un board e va formalizzata; ciò che era gestito "a vista" deve entrare in processi, strumenti e organizzazione.
  • Serve un vero processo di delega con una data di scadenza: fissare il distacco a due-tre-cinque anni evita il panico e consente un percorso a ritroso.
  • L'imprenditore va aiutato da persone autorevoli e competenti a "mentalizzare" il distacco e a immaginare l'azienda tra vent'anni-trent'anni.
  • Non esiste un modello unico: va adattato alle circostanze; se l'imprenditore sa che non riuscirà a vivere la spersonalizzazione, la soluzione raccomandata è farsi accompagnare da un investitore in minoranza o maggioranza.
  • Due invarianti per un passaggio di successo: la formalizzazione della strategia e il controllo di gestione (organizzazione, processi, sistemi); la famiglia diventa un azionista che gestisce in modo indiretto, attraverso i numeri.
  • I figli non vanno messi al vertice per automatismo: contano sempre merito e competenza, con umiltà e disponibilità a imparare dai manager senior.
  • Il successo di un'iniziativa imprenditoriale oggi è dato dal lavoro di squadra; portare il cognome del fondatore comporta responsabilità e richiede di essere all'altezza.

Fact & figures

  • Le imprese familiari rappresentano una parte significativa del tessuto imprenditoriale italiano.
  • Michele Bruno, Former Managing Partner EIM.
  • Alberto Gennarini, Founder & Managing Partner di Vitale&Co.
  • Profilo di riferimento discusso: imprenditore di 75-80 anni che ha gestito l'azienda fino all'ultimo momento.
  • Il passaggio "non problematico" è tipicamente avviato circa vent'anni prima.
  • Orizzonte per fissare la data di distacco: due, tre o cinque anni.
  • Riferimento a un distacco a sei mesi come esempio che genererebbe "panico".
  • Modalità di accompagnamento indicata: investitore in minoranza o in maggioranza.

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