Il manager per la crescita
Con Silvia Sgaravatti (giornalista e conduttrice), Michele Bruno (Managing Director, EIM Group) e Alberto Gennarini (Founder & Managing Partner, Vitale&Co).
In sintesi
La puntata affronta le competenze e le caratteristiche che un manager deve possedere per guidare con successo un'azienda in un percorso di crescita. La tesi di fondo è che la crescita non sia più una scelta rinunciabile ma un'esigenza quasi obbligata, e che non possa essere perseguita facendo "più della stessa cosa" nei ritagli di tempo: richiede dignità progettuale, cioè un progetto con obiettivi chiari, scadenze, risorse dedicate e focalizzazione. Emerge il valore del "far squadra", sia internamente sia con partner e consulenti esterni che portano esperienza già maturata su temi ricorrenti. Vengono infine messi a fuoco i protagonisti della crescita (CEO, management, consiglio di amministrazione, consulenti) e gli errori tipici da evitare.
Take-home messages
- La crescita oggi è una scelta quasi obbligata per la maggior parte delle aziende, non un'opzione a cui si può rinunciare.
- Crescere non significa fare di più la stessa cosa nei ritagli di tempo: serve un vero progetto.
- Un progetto di crescita di successo richiede un obiettivo esplicitato (uno, non cinquantaquattro), risorse dedicate, tempo e focus.
- Saper far squadra è una caratteristica chiave del manager: costruire la squadra giusta all'interno e coinvolgere partner specialistici esterni.
- Il CEO deve avere leadership e carisma per attrarre e trattenere risorse; il successo si realizza con un team che presidia le aree strategiche.
- Il management deve evolvere con le dimensioni dell'azienda: chi gestisce bene un'azienda da 50 milioni di fatturato può non essere all'altezza di una da 500 milioni.
- Ci si può far accompagnare da guide/consulenti che hanno già affrontato più volte questi percorsi, evitando rischi e facendo prima.
- La crescita richiede risorse non solo umane ma anche economiche: l'idea che si autofinanzi non è più vera da anni.
- Non basta lanciare il progetto: va governato e controllato nel tempo, perché in un mondo fluido gli assunti iniziali cambiano in pochi mesi.
- Il consiglio di amministrazione ha un ruolo fondamentale e spesso sottovalutato: deve stimolare i progetti, non limitarsi ad analizzare i conti.
Fact & figures
- Serie/format: "Business Breakthrough", spazio dedicato all'approfondimento; questa è la seconda puntata (la precedente trattava di come nasce la strategia di crescita).
- Michele Bruno — Former Managing Partner EIM.
- Alberto Gennarini — Founder & Managing Partner Vitale&Co.
- Esempio dimensionale: manager adatti a un'azienda da 50 milioni di fatturato vs. una da 500 milioni.
- Modalità di crescita citate: organica e non organica (acquisizioni di concorrenti, partner di canale, fornitori per integrare la catena del valore).
- Esempi di mercati esteri di espansione citati: Francia e Spagna.
- Orizzonte temporale del cambiamento degli assunti di progetto: 3-4 mesi.
- Riferimento alle aziende quotate in borsa, attente a inserire in CDA persone all'altezza di aiutare il top management.
- Anticipazione: la prossima puntata tratterà di fusioni e M&A e dell'integrazione.
Trascrizione integrale
Silvia Sgaravatti: [musica tranquilla] Bentrovati a Business Breakthrough, il nostro spazio dedicato all'approfondimento. Nel nostro precedente incontro abbiamo parlato di dove, come nasce la strategia di crescita. In questa, invece, in questo spazio, vogliamo parlare di quali sono le caratteristiche che deve possedere un manager per portare avanti la propria impresa. Ovviamente cerchiamo di approfondire quelli che sono proprio gli strumenti per la crescita. Non sono sola. Con me ovviamente abbiamo Michele Bruno, Managing Director di EIM. Ciao Michele, bentrovato.
Michele Bruno: Ciao Silvia, grazie.
Silvia Sgaravatti: E di nuovo un saluto anche ad Alberto Gennarini, Founding and Managing Partner Vitale.
Alberto Gennarini: Buongiorno Silvia.
Silvia Sgaravatti: Allora, grazie di essere anche oggi qui con me perché vogliamo parlare appunto di quelli che sono gli strumenti. Dunque, che cosa serve per guidare un, un'azienda, ovviamente con successo, nel percorso di crescita? Deve sicuramente il management possedere delle caratteristiche ben specifiche, una serie di competenze. Innanzitutto è fondamentale che abbia una visione chiara della direzione che vuole intraprendere, Michele. Che cosa bisogna organizzarsi, cosa bisogna organizzare, insomma, per avviare questo percorso, che è, un, un percorso molto complesso?
Michele Bruno: Certo. Allora, guarda, eh, [risatina] tema sempre complesso e ovviamente molto importante. Eh, prima di tutto bisogna volerlo, bisogna voler crescere, bisogna essere consci che la crescita non è oggi, purtroppo, una, eh, scelta, eh, alla quale si può rinunciare. È per quasi tutte le aziende una scelta obbligata. Eh, la si può perseguire in tanti s-- modi diverso. Ne abbiamo parlato anche la volta scorsa, attraverso la crescita organica o non organica. La cosa fondamentale da capire, secondo noi, è che non è mai il fare la stessa cosa che si è fatta prima, eh, e non si può fare nei ritagli di tempo. Eh, vale a dire che la crescita passa attraverso l'i-il lancio di un'iniziativa progettuale. La crescita di successo richiede un progetto, richiede un obiettivo esplicitato, non cinquantaquattro obiettivi, un obiettivo esplicitato, richiede delle risorse dedicate, richiede tempo e focus. Richiede anche, ovviamente, il coinvolgimento di partner esterni che possono supportare il management. Quindi una delle prime fondamentali caratteristiche di un manager di successo che porta avanti la crescita è saper far squadra sia con le proprie risorse sia con i partner esterni specialistici che lo possono supportare.
Silvia Sgaravatti: Ecco, Alberto, eh, proprio a proposito di squadra, oltre la figura del CEO, che sappiamo insomma quanto sia fondamentale, quali sono le altre figure che portano poi ad un livello di crescita importante?
Alberto Gennarini: Allora, il CEO, secondo me, di un'azienda deve avere anche una capacità di leadership e quindi la capacità di attrarre queste risorse. Eh, perché è molto importante. Molte persone poi, eh, cercano una figura di riferimento, una figura che sia anche carismatica, una figura che sia vicino a tutte le varie funzioni. Ecco, sicuramente, ehm, bisogna un pochino calarsi nelle tipologie delle aziende e dei settori in cui noi operiamo, no? Quindi ci sono sicuramente sempre un team di persone, il successo vero si realizza assieme al CEO, un team di persone, che devono presidiare quelle che sono considerate le aree strategiche dell'azienda. Quindi, evidentemente, in alcuni casi c'è una parte importante di tipo tecnico-produttivo o di ricerca e sviluppo. Eh, oggi ci sono tutti i temi di quality e di SG, il tema commerciale, il tema di marketing. Molte aziende hanno oggi, eh, un tema proprio di, di brand e di come interpretare il brand sui singoli mercati. Quindi è un gruppo di persone che costruiscono il successo dell'iniziativa imprenditoriale.
Silvia Sgaravatti: Tu, Michele, prima parlavi di progettualità come, insomma, un valore fondamentale per portare, eh, a crescere l'impresa. Quali sono le caratteristiche di un progetto di crescita?
Michele Bruno: Allora, per avere successo nella crescita, come dicevo prima, bisogna porsi degli obiettivi chiari. Eh, e tutti i progetti, eh, hanno una scadenza, quindi si vuole ottenere un certo obiettivo entro un certo tempo. È molto diverso rispetto a partire da dove siamo oggi e mettere sforzi sperando che questo produca crescita. Il tema è-- p-posso fare degli esempi che probabilmente aiutano. Se noi decidiamo di, acquis-crescere tramite acquisizioni, quindi acquisire un concorrente in un altro mercato, un partner di canale, quello che sia, un fornitore per integrare la nostra catena del valore, ci sono molti modi di crescere, eh. Eh, devo costruire una squadra con le competenze specifiche. Una squadra che avrà sicuramente un elenco di cose da far succedere secondo un metodo. Comprare un'azienda segue una metodologia consolidata, no? Con degli step, eh, chiari, noti, che chi fa questo mestiere, [risatina] per esempio Alberto, conosce perfettamente. Ehm, se vogliamo crescere in un mercato, eh, estero, tipo voglio penetrare la Francia o la Spagna, eh, ho bisogno di darmi un obiettivo e capire come lo faccio, entro che tempi, allocare delle risorse, avere qualcuno che mi guidi nel percorso. Tipicamente, visto che stiamo parlando di temi di business che per le aziende sono ricorrenti, magari non s- sono la prima volta che un'azienda affronta il problema- Ma sono temi ricorrenti che molte altre aziende, molti altri manager hanno affrontato prima di loro. Non c'è bisogno di affrontare un percorso di scoperte. Ti puoi fare accompagnare da una guida che queste cose le ha fatte più volte nella propria vita.
Silvia Sgaravatti: Che ha un pochino più di esperienza.
Michele Bruno: No, che l'ha già fatto, no? Che evita rischi e fai prima. Quindi, ehm, nel team, oltre al management operativo che conosce il business, eccetera, eccetera, servono delle competenze che esprimono questa competenza tematica, cioè persone che questa cosa l'abbiano già fatta. E come dicevo prima, tempi definiti, risorse allocate, focalizzazione, eh, risorse non solo, eh, umane ma anche economiche, perché affrontare un percorso di crescita richiede lo stanziamento di risorse. Pensare che la crescita si autofinanzi, purtroppo, non è più vera da tanti anni.
Silvia Sgaravatti: Quindi, queste sono le caratteristiche. Con Alberto vediamo quelli che sono i protagonisti di questa crescita.
Alberto Gennarini: Ma allora, Michele, secondo me, ha, eh, detto tante cose importanti e ha anche parlato, eh, secondo me, di, indirettamente, anche di quelle che possono essere delle figure importanti. Innanzitutto, eh, la visione strategica, ehm, deve essere data dal consiglio d'amministrazione e dai board members, cioè delle persone che spesso e volentieri hanno quelle caratteristiche che sottolineava prima Michele, cioè caratteristiche di competenza, di aver già vissuto queste, queste cose e quindi quella sensibilità su argomenti che sono, eh, importanti da trattare, anche le conoscenze e le competenze. Sicuramente il management, perché il management è poi l'esecutore, eh, diciamo, di, eh, di questa visione strategica. È un management che poi deve anche evolversi in relazione stessa alle dimensioni delle aziende. Ci sono dei manager che sono bravissimi per gestire un'azienda da cinquanta milioni di fatturato e non sono all'altezza di gestirne una da cinquecento milioni per una serie di tematiche proprio legate al proprio expertise. E poi dico, eh, che spesso e volentieri ci possono essere dei consulenti bravi a supporto di questa crescita, a seconda delle necessità che l'azienda ha. Quindi, diciamo, che possono supportare con la loro esperienza, con i loro casi aziendali che hanno vissuto, in un confronto che è sempre importante che sia attivo e proattivo tra di loro, ecco.
Silvia Sgaravatti: Ecco, probabilmente Michele ci stanno guardando, mmm, parecchie aziende. E allora rivolgiamoci a loro, eh, elencando quelli che potrebbero essere gli errori ricorrenti da evitare quando si vuole crescere.
Michele Bruno: Sì, allora, ehm, un po' per converso rispetto alle cose che abbiamo detto fino adesso. Eh, la crescita, eh, s- spesso viene immaginata come un aumento degli sforzi individuali ma non focalizzati. Ehm, vado sul mercato estero e vedo se c'è qualche azienda da comprare. Non funziona, no? Eh, cerco di penetrare attraverso tante visite, eh, i clienti che già comprano da me. Sì, posso fare qualcosa, ma non è crescita strutturale. La crescita strutturale, come dicevo prima, passa attraverso un, un progetto, eh, l'allocazione di risorse. Quindi, errore da ri-ricorrente: non dare dignità progettuale a un percorso di crescita, non darsi delle scadenze, non costruire la squadra giusta e cercare di farlo da soli. Ehm, e un-un, anche per le aziende che, eh, invece sposano questa filosofia del progetto, eh, essendo progetti poi complessi, un errore da evitare è il gover- il non governare correttamente il progetto. Non basta avere una struttura progettuale, un capo progetto, una persona dedicata con la responsabilità, ma bisogna poi controllarlo, questo progetto. Perché siamo in un mondo fluido che cambia molto rapidamente e quindi tu lanci delle attività progettuali basato su certi assunti, tre mesi dopo, quattro mesi dopo, siamo quasi certi che le cose sono cambiate.
Silvia Sgaravatti: E allora, come diceva Michele, è un progetto, Alberto, molto complesso. Qual è il ruolo del CDA, del consiglio di amministrazione, in questo caso?
Alberto Gennarini: Il ruolo del CDA è un ruolo fondamentale oggi. Spesso e volentieri viene sottovalutato, ovvero ci sono tanti consigli di amministrazione che vengono fatti sulla carta, anche da aziende di dimensioni medie, quindi anche di dimensioni importanti. Il consiglio d'amministrazione deve essere, non solo deve analizzare, ehm, i, i conti dell'azienda, ma deve essere sempre da stimolo su tutti quelli che sono i progetti, i nuovi progetti da implementare e devono essere nei confronti del management stesso un punto di riferimento assoluto, perché le decisioni che vengono prese sono spesso e volentieri decisioni sui piani di investimento, sulle persone importanti da, da coinvolgere o da assumere. Quindi tutte decisioni che hanno a che vedere poi con il successo della vita dell'azienda. Quindi, sotto questo punto di vista, spesso e volentieri, ad esempio, nelle aziende che si quotano in borsa, c'è molta questa attenzione a cercare di trovare delle persone che in qualche modo possono essere sui vari campi, eh, all'altezza, ehm, di aiutare, diciamo, il top management.
Silvia Sgaravatti: Allora, mi sono segnata, siamo in conclusione, un po' le caratteristiche. Ho segnato competenze manageriale, leadership e visione strategica, un po' quelle le caratteristiche per far crescere la propria impresa. Grazie, grazie davvero a Michele Bruno e Alberto Gennarini.
Alberto Gennarini: Prego Silvia.
Silvia Sgaravatti: Grazie a tutti voi che ci avete seguito. Ovviamente ci vediamo al prossimo appuntamento. Parleremo di fusione, quindi di M&A, di come, insomma, eh, si possa arrivare con successo all'integrazione. Ne parleremo la prossima-- nel prossimo incontro. Grazie di averci seguito. [musica finale]
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