Il manager per la crescita

Business Breakthrough · Stagione 1, Episodio 2 · 12 min 16 sec

Con Silvia Sgaravatti (giornalista e conduttrice), Michele Bruno (Managing Director, EIM Group) e Alberto Gennarini (Founder & Managing Partner, Vitale&Co).

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Ospiti di questa puntata

  • Silvia Sgaravatti Giornalista · conduttrice
  • Michele Bruno Former Managing Partner, EIM
  • Alberto Gennarini Founder & Managing Partner, Vitale&Co

In sintesi

La puntata affronta le competenze e le caratteristiche che un manager deve possedere per guidare con successo un'azienda in un percorso di crescita. La tesi di fondo è che la crescita non sia più una scelta rinunciabile ma un'esigenza quasi obbligata, e che non possa essere perseguita facendo "più della stessa cosa" nei ritagli di tempo: richiede dignità progettuale, cioè un progetto con obiettivi chiari, scadenze, risorse dedicate e focalizzazione. Emerge il valore del "far squadra", sia internamente sia con partner e consulenti esterni che portano esperienza già maturata su temi ricorrenti. Vengono infine messi a fuoco i protagonisti della crescita (CEO, management, consiglio di amministrazione, consulenti) e gli errori tipici da evitare.

Take-home messages

  • La crescita oggi è una scelta quasi obbligata per la maggior parte delle aziende, non un'opzione a cui si può rinunciare.
  • Crescere non significa fare di più la stessa cosa nei ritagli di tempo: serve un vero progetto.
  • Un progetto di crescita di successo richiede un obiettivo esplicitato (uno, non cinquantaquattro), risorse dedicate, tempo e focus.
  • Saper far squadra è una caratteristica chiave del manager: costruire la squadra giusta all'interno e coinvolgere partner specialistici esterni.
  • Il CEO deve avere leadership e carisma per attrarre e trattenere risorse; il successo si realizza con un team che presidia le aree strategiche.
  • Il management deve evolvere con le dimensioni dell'azienda: chi gestisce bene un'azienda da 50 milioni di fatturato può non essere all'altezza di una da 500 milioni.
  • Ci si può far accompagnare da guide/consulenti che hanno già affrontato più volte questi percorsi, evitando rischi e facendo prima.
  • La crescita richiede risorse non solo umane ma anche economiche: l'idea che si autofinanzi non è più vera da anni.
  • Non basta lanciare il progetto: va governato e controllato nel tempo, perché in un mondo fluido gli assunti iniziali cambiano in pochi mesi.
  • Il consiglio di amministrazione ha un ruolo fondamentale e spesso sottovalutato: deve stimolare i progetti, non limitarsi ad analizzare i conti.

Fact & figures

  • Serie/format: "Business Breakthrough", spazio dedicato all'approfondimento; questa è la seconda puntata (la precedente trattava di come nasce la strategia di crescita).
  • Michele Bruno — Former Managing Partner EIM.
  • Alberto Gennarini — Founder & Managing Partner Vitale&Co.
  • Esempio dimensionale: manager adatti a un'azienda da 50 milioni di fatturato vs. una da 500 milioni.
  • Modalità di crescita citate: organica e non organica (acquisizioni di concorrenti, partner di canale, fornitori per integrare la catena del valore).
  • Esempi di mercati esteri di espansione citati: Francia e Spagna.
  • Orizzonte temporale del cambiamento degli assunti di progetto: 3-4 mesi.
  • Riferimento alle aziende quotate in borsa, attente a inserire in CDA persone all'altezza di aiutare il top management.
  • Anticipazione: la prossima puntata tratterà di fusioni e M&A e dell'integrazione.

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