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Post pandemia, vedendo gli impatti che abbiamo avuto sia dal punto di vista di costi, sia dal punto di vista di livello di servizio verso il cliente, perché ovviamente, non avendo più pezzi e ancorché con dei costi molto elevati, non riuscendo ad avere gli approvvigionamenti, abbiamo iniziato a rivedere tutto il nostro modello e a una già macroregionalizzazione dei nostri fornitori, fondamentalmente su base europea, abbia iniziato ad analizzare tutte quelle che erano le possibilità di rivedere anche il nostro footprint fornitori su quelle tipologie di materiale che prima venivano resourcate dall’estero in un’ottica sia di dual sourcing o multi-sourcing, ma entrando noi come attori principali in quello che è l’ESG e la sostenibilità, di quello che è soprattutto nel mondo del trasporto, andare anche non solo a produrre dei prodotti sostenibili, che è comunque la mission della nostra azienda, ma tornare indietro su tutta quella che è la nostra supply chain e quindi andare piano piano, step by step, arrivando fino ai nostri fornitori, a cercare di certificarli e cercare di creare quello che chiamiamo “”green supply chain””. In questa ottica, ovviamente, ma direi che non nascondo niente, né scopro l’acqua calda, il fatto che ci sono dei livelli di sostenibilità differenti da quello che segue sicuramente l’Europa rispetto a quei Paesi dell’est del mondo da cui compriamo.

Questo quindi fa sì che in una strategia di lungo periodo, il gruppo si orienta a un allargare e a certificare la supply chain in un’ottica green. Questo fa sì che ci muoviamo verso una certificazione dei nostri fornitori e quindi fa rivedere un po’ quello che è anche la scelta dei fornitori in fase di sourcing. Ci sono dei vincoli strutturali perché ci sono categorie di prodotto, soprattutto legate al casting, che oggi sono assenti nel mondo, nella regione europea, ma così come in maniera differente anche nel Sud America, dove noi siamo presenti. Quindi questo fa sì che sicuramente, nel momento in cui vorremo riportare e rimacroregionalizzare quei sourcing, il periodo si allungherà e sicuramente non sarà solo nelle mani di Iveco Group, ma almeno tutta l’industry verrà coinvolta, così come sicuramente i governi dovranno giocare una parte fondamentale per capire come permettere questa rilocalizzazione, se vogliamo.