Mi piacerebbe sentire la tua storia anche Filippo. Tu hai detto “siamo passati..” mi piace il tuo modo di comunicare così come una roba semplice. “Siamo passati da essere un contract manufacturer fondamentalmente e abbiamo deciso di fare ricerca e sviluppo. Non è che succede dalla mattina alla sera questa cosa. Com’è che vi siete– come l’avete fatto succedere?
L’abbiamo fatto succedere come hai detto te, non dall’oggi al domani. Ci siamo confrontati dicendo “comunque rimaniamo un contract manufacturer e quindi la nostra linea di business principale rimane quella”, però possiamo anche aggiungerci un’ulteriore linea di prodotto che è quella di dare in licenza ai nostri marchi, brevetti, la nostra ricerca ai nostri clienti e devo dire come sempre devi avere anche la fortuna sempre più oggi le multinazionali vengono da noi nel nostro settore e ci chiedono “cosa avete di pronto? Che cosa avete come prodotto?” Quindi siamo riusciti e stiamo riuscendo a dare in licenza questi prodotti che noi abbiamo sviluppato ormai sono commercializzati in oltre 60 Paesi in giro per il mondo, poi noi non viviamo di–
Ma le competenze le avevate internamente?
Noi le competenze non le avevamo, io e mio fratello ci siamo laureati in Economia e Commercio, io con una laurea più legata al mondo della finanza, lui sulla parte del marketing. Le abbiamo cercate all’esterno, abbiamo trovato un manager che aveva questo tipo di competenze, l’abbiamo coinvolto, l’abbiamo lasciato sviluppare e tutt’oggi lui vive oltre che dello stipendio, delle royalty su questi prodotti, noi gli abbiamo detto “ti paghiamo tutto”, quindi la registrazione, la ricerca, gli studi clinici e via dicendo e questo è quello che continuiamo a fare. Poi è ovvio che oggi nella quotidianità per lui è un po’ più difficile perché l’abbiamo messo a capo dell’area della ricerca e sviluppo, però stiamo continuando a investire. In Italia in questo momento investire in ricerca e sviluppo tra l’altro è molto conveniente, a parte i rischi che si leggono sui giornali dalla Agenzie delle Entrate che continuano a fare di tutto per boicottare le aziende che investono in ricerca e sviluppo, però oggi c’è il credito ricerca e sviluppo, c’è il patent box, ci sono i bandi europei sull’economia circolare. Sposo appieno quello che stava dicendo prima Annalisa, noi ad esempio ci stiamo concentrando sul packaging del futuro, nel nostro settore c’è un tema enorme di instabilità dei prodotti, se pensate ai nostri prodotti durano o meglio vengono venduti e hanno una scadenza tra i 36 e 48 mesi.
Se io oggi devo fare un packaging che invece è in economia circolare e quindi compostabile o quant’altro probabilmente arrivo a sei mesi o neanche. Come fanno i miei clienti, come fa il mercato ad accettare un prodotto che fino a oggi lo tieni nello scaffale nella farmacia di casa a 48 mesi e domani 6? Quindi stiamo pensando a sviluppare packaging innovativo con l’università, con i fornitori e quant’altro, magari dei formati più piccoli, magari delle formulazioni più semplici che sono meno aggressive nei confronti del packaging, è ovvio che come ha detto Giorgio anche noi abbiamo un business plan a cinque anni, perché? Perché devi assolutamente capire dove andrà la tua azienda fra cinque anni, quanto è la tua capacità di investimento, quanto è la tua capacità finanziaria, poi è ovvio che i numeri magari fra due anni sono stravolti perché come quest’anno, avevamo fatto il budget e i costi energetici chi cavolo pensava dieci volte tanto. Quindi lo metti come spesa straordinaria perché se no ti inficia il budget. Però fondamentale la programmazione anche economico-finanziaria oltre che la governance.