Il profilo ideale per il leader del futuro
Leadership aziendale: un concetto in continua evoluzione
Negli ultimi anni la leadership è passata dall’essere una visione fondamentalmente individualistica, fatta di step graduali e lineari, a divenire un processo sociale costruttivo, organico e dinamico.
Nel modello tradizionale i comportamenti individuali del leader erano il prototipo di riferimento, il modello da copiare. Il percorso si sviluppava dall’iniziale studio del contesto, all’identificazione dei problemi o dei temi da affrontare, per proseguire con l’analisi e la definizione delle soluzioni e, infine, con la comunicazione unidirezionale agli altri delle azioni da realizzare.
Nel mondo fluido che contraddistingue i tempi attuali, la leadership si è trasformata in un processo organico di co-creazione e di allacciamento di nessi relazionali, spesso temporanei, che seguono traiettorie intrecciate.
In quest’ottica, il mondo non è solo fluido, in perpetuo cambiamento, ma è sempre più interconnesso: ogni singolo componente dell’organizzazione e del business system agisce in stretta correlazione con gli altri.
Il manager, creatore di contesti
Per essere competitivi nel mondo fluido è necessario dotarsi di strutture e di persone flessibili, auto-organizzanti. Le linee gerarchico-funzionali che mettono in sequenza le azioni devono essere sostituite da una modalità di condivisione continua, in cui tutte le informazioni sono disponibili simultaneamente a tutti.
Una sorta di processo di brainstorming continuo che crea connessioni tra i componenti dell’organizzazione e un coinvolgimento che permette di comprendere prima e meglio gli scenari, identificare le criticità e le possibili soluzioni, orientare le azioni.
Il manager è il “creatore di contesti”, realizza nuovi ambiti organizzativi spazio/temporali e gruppi di lavoro non necessariamente permanenti, ma in grado di mobilitare le persone verso l’azione. Deve poi saper governare il contesto, dove l’elemento della misurazione è centrale nell’azione del management, assicurandosi che i componenti del team conoscano sempre lo stato dell’arte dei diversi processi attraverso i quali l’organizzazione soddisfa il proprio scopo.
Le forme di intelligenza che fanno prosperare il mondo fluido
In un ipotetico profilo ideale del leader che, in un immediato futuro, sia in grado di operare al meglio nel mondo fluido e di costruire contesti nei quali gli altri possano parimenti prosperare, alcune forme di intelligenza diventano prioritarie:
- l’intelligenza interpersonale, è la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze e competenze, i punti di forza e di debolezza per creare situazioni sociali favorevoli e promuovere momenti organizzativi, modelli collettivi e personali vantaggiosi. Rappresenta la caratteristica di base del creatore di contesti;
- l’intelligenza intrapersonale, è la capacità di comprendere la propria individualità, di immedesimarsi in ruoli e sentimenti diversi dai propri, di inserirsi nel contesto sociale per ottenere risultati migliori per sé e per gli altri;
- l’Intelligenza linguistica, è la capacità di comunicare in modo efficace e diversificato in base al contesto di riferimento e comprendere anche la comunicazione non verbale;
- l’intelligenza corporeo-cinestesica è la capacità di coordinare i propri movimenti, avendo padronanza del proprio corpo. Consente di gestire la comunicazione non verbale e rappresenta la precondizione per sapersi gestire, saper leggere le situazioni e adattarsi al contesto.
L’identikit del manager del futuro
I manager che vorranno essere protagonisti in un mondo sempre più incerto e mutevole dovranno possedere competenze e forme di intelligenza che i percorsi accademici tradizionali non contribuiscono più di tanto a sviluppare. Serve la curiosità di capire gli altri, la spinta autonoma ad innalzare il proprio livello culturale, la scelta di sviluppare esperienze personali uscendo dalla comfort zone individuale.
Per questo occorre che i leader di domani sappiano sviluppare capacità legate alle diverse forme di intelligenza:
- l’intelligenza spaziale, che consente di intuire il senso nella complessità. “Connect the dots” rende possibile correlare informazioni apparentemente del tutto disgiunte tra loro intuendone il disegno sotteso.
- l’intelligenza esistenziale, che è la capacità di estrapolare da processi intellettuali di astrazione categorie concettuali con validità generale.
- l’intelligenza logico-matematica, che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. È utilissima quando il contesto di riferimento è sufficientemente stabile da consentire un flusso lineare, dall’analisi alla soluzione, una condizione però sempre meno frequente nel mondo fluido.
Tutti questi tipi di intelligenza, insieme alle capacità operative e alle competenze manageriali maturate, tratteggiano con precisione l’identikit dei manager di oggi. Si tratta di caratteri distintivi che una realtà come EIM ricerca e utilizza per individuare le figure di volta in volta più adatte a rispondere alle esigenze delle aziende italiane che ambiscono veramente a crescere.
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