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L’innovazione non si delega

La voce della Community

Eugenio Razelli, Presidente di Safilo e Industrial Partner di FSI

Innovare non è un atto straordinario. È un processo continuo, da strutturare, coltivare e far crescere giorno dopo giorno. Non è un fine in sé, ma un mezzo per trasformare le idee in valore concreto: prodotti, servizi, modelli di business. Perché questo accada, serve il coinvolgimento autentico delle persone. Solo così si può dare vita a un’innovazione che tocca tutta l’impresa: dalla proposta al cliente ai processi interni.

Nel suo contributo al libro Gestire il Business Fluido (Hoepli), Eugenio Razelli – Presidente di Safilo, Industrial Partner di FSI e membro della #EIMCommunity – parte da un assunto semplice ma potente: innovare significa creare le condizioni per far emergere le idee e saperle trasformare in soluzioni scalabili.

Matteo Lunelli

Parlando di innovazione, rispetto alla mia esperienza, da una parte la mente torna all’aspetto più concettuale del tema, come per esempio il primo brevetto della storia (che risale alla Magna Grecia, nella città di Sibari, nel VII secolo a.C.) o all’esame “di impianti elettrici” (dove si confrontava il costo dell’energia elettrica con il lavoro di uno schiavo… surclassandolo), dall’altra rivivono le tecnologie incontrate nella mia carriera, attraverso le quali ho potuto dare uno sviluppo “accelerato” ai business che gestivo. La fibra ottica, la fotonica (amplificatori ottici, DWDM), la superconduttività, nel mondo del lighting invece il passaggio da alogeno a Xenon, a Led, a Laser, nel powertrain l’evoluzione da carburatore a iniezione elettronica, iniezione diretta, motori elettrici e ancora l’impatto della connettività dell’auto, sistemi di infotainment navigation integrati. 

Oggi le onde dell’innovazione sono più trasversali rispetto al passato e attraversano tutti i verticali di attività: elettrificazione, sharing, connettività (IOT), robotizzazione (Artificial Intelligence) e in senso lato la digitalizzazione di tutti i servizi e processi aziendali.  

Come molte altre attività nelle imprese di successo, questo fenomeno richiede un impegno diretto del CEO, che gioca il ruolo chiave nello scegliere nuove vie. 

Nella mia esperienza l’innovazione va stimolata e gestita: va motivata la curiosità, il coinvolgimento diretto delle persone, l’organizzazione informale, i contatti diretti con gli inventori più creativi, la capacità di proteggerli, di convincerli a lavorare in team più allargati, la disponibilità a trattare nuove idee come le startup, l’apertura all’esterno, la ricerca costante di collaborazione, il coinvolgimento dei clienti ma soprattutto dei talenti. 

Alcune frecce all’arco per l’imprenditore/CEO sono: 

  • In completamento del World Class Manufacturing l’adozione del World Class Engineering (che oltre a consentire di ottimizzare i prodotti in sviluppo, focalizza una parte importante della metodologia sull’innovazione a partire dall’individuazione delle necessità dei clienti, un esteso benchmarking di possibili soluzioni, etc.). 
  • Invitare all’assunzione del rischio, senza demonizzare i fallimenti (est modus in rebus)! 
  • Investire sui talenti, fonte di innovazione, e sul marketing e per le aziende B2B organizzare Technology Day, con l’obiettivo di avvicinarsi sempre di più alle necessità dei clienti. 
  • Last but not least, considerare settori di business adiacenti che permettono di sperimentare su scala diversa… 

Per me, nella mia azienda di riferimento è stato il mondo delle corse, che mi ha permesso di raggiungere importanti obiettivi aziendali come per esempio il primo Kers, il primo iniettore GDI, la telemetria, le scatole multimedia per voce video dati immagini, la capacità di essere veloci pur garantendo l’affidabilità della vettura.  

Cambia modo di gestire il business