Per quello che riguarda la comunicazione, molto spesso mi sono trovato in casi in cui la comunicazione, soprattutto verso l’esterno, verso alcuni stakeholder, doveva necessariamente passare attraverso un filtro, nel senso che a volte l’azionista che poteva essere la famiglia o alcuni gruppi o il gruppo di riferimento aveva perso le credenziali e quindi tu dovevi essere la nuova faccia, quello che ci metteva la faccia e con dei piani doveva garantire il rispetto di certi covenant eccetera.
Il fatto di garantire, attraverso una nuova comunicazione non più fatta da speranze vane o promesse non mantenute, doveva attenersi a dei piani, magari anche concordati, spesso concordati, questo sia con banche piuttosto che, ad esempio, fondi di private equity o banalmente con fornitori i quali dal mantenerti o meno un certo fido dovevano e devono essere convinti non tanto da alcune promesse basate su argomenti non sostenibili, ma su opportuni piani che devono, ovviamente, far vedere una certa verità, bella o brutta che sia, però con un piano di mantenimento di certi equilibri e di certe sostenibilità.