Sì, io volevo aggiungere un altro punto, che sempre aveva citato Jan e che è un altro cavallo di battaglia di EIM da un po’ di anni in cui spesso facciamo fatica, che è il tema della complessità. Jan ha detto: “”Entrato in Ferroli, ci siamo messi là e abbiamo disboscato le SKU””, no? Esatto, e questo è un tema che noi ci troviamo ad affrontare spesso. Allora, il ragionamento che vorrei fare molto sinteticamente è il seguente: se è vero che noi andiamo incontro a un mondo molto più variabile e quindi dove la variabilità aumenta in maniera intrinseca, cioè non la puoi controllare, cambiano le condizioni al contorno, devi fare pianificazioni, eccetera, ricordiamoci sempre, lo abbiamo scritto nel libro, quindi insomma lo potete rileggere qui che la complessità e la variabilità sono legate. Quindi il concetto è tanta più variabilità è dannosa quanto più è alta la complessità e quindi ridurre la complessità ti aiuta a gestire meglio la variabilità.
E quindi disboscare, come ha detto Jan bene, a questo punto diventa fondamentale e allontaniamoci un po’ da quel concetto che è tipico, secondo me, di tanta industria italiana: “”Io lavoro per fare la cosa perfetta che mi ha chiesto il cliente, seguo sempre quello che mi chiede il cliente””. È un altro tema su cui noi dibattiamo spesso e volentieri. Non si può più fare quella roba là. Andava bene negli anni Settanta, negli anni Ottanta, negli anni forse Novanta. Basta, sistematizziamo, concentriamoci, ci sono N tecniche per farlo, si può parlare di postponement, si può parlare di gestione presso il fornitore di una parte della lavorazione e così via, ma se il mondo aumenta di variabilità, allora ridurre la complessità è fondamentale, punto.