Comunicazione, che è un po’ anche questo. Come fai a raccontare come va l’azienda all’interno dell’azienda e fuori dall’azienda. Secondo me, una tecnica che noi utilizziamo e che io cerco di utilizzare tutti i giorni è quella di comunicare alla testa, al cuore e alle mani. Io ti devo spiegare perché logicamente stiamo andando in questa direzione, e va bene, e a questo servono i KPI, ti devo anche raccontare il perché questi sono i KPI giusti, quindi devi capire fino in fondo quello che dobbiamo fare, e poi lo facciamo insieme. Questo tipo di comunicazione poi, alla fine, all’interno dell’azienda, cosa crea? Crea commitment, crea il fatto che l’obiettivo del turnaround diventa un obiettivo condiviso e quindi si rema tutti nella stessa direzione.
In questo contesto trovo molto interessante la gestione dello stakeholder. Qui abbiamo parlato e condivido tutto quello che è stato detto… Nel mio caso, forse un elemento che non c’era nel libro era la gestione del fondo di Private Equity, che è uno stakeholder un po’ particolare, perché tu hai bisogno di rasserenarlo perché lui deve avere la serenità del dire abbiamo il giusto che sta portando avanti il progresso, quindi devi filtrare quello che vuoi dire, quello che puoi dire, quello che non puoi dire oggi, ma lo dovrei dire. C’è una questione di filtro, forse a perfetta trasparenza e la verità su tutto non credo che sia la tecnica di comunicazione giusta nei confronti di questo tipo di stakeholder. Dall’altro lato, però, devi anche in qualche modo capire qual è il limite perché non puoi essere un libro aperto, ma non puoi neanche essere troppo ermetico perché alla fine, sennò aumenti la pressione che ti fanno per andare a capire nel singolo dettaglio quello che sta succedendo. Ecco, questa è per me una sfida importante che oggi non abbiamo del tutto definito.