Mah, Michele aggiungerei un aneddoto visto che l’hai chiesto prima che mette un po’ assieme un po’ di elementi che sono emersi stasera, l’arduo ruolo del manager che a volte vuol dire dire abbassare le ambizioni o della proprietà o del CEO. In una delle aziende in cui ho lavorato mi sono trovata in un momento di acquisizione del top player di una nicchia di un segmento di mercato e una grande società di consulenza è stata chiamata a calcolare le sinergie di ricavi e quindi a un certo punto il CEO mi ha detto “guarda vieni dentro tu a sentire la prima presentazione visto che sei stata marketing, vendite, e- vieni dentro e vediamo”, quindi parte la presentazione, non faccio nomi chiaramente, big big top player della consulenza, grande presentazione e dice il mio capo “guarda commenta tu, inizia tu” e dico “metodologia perfetta, però alla fine non vedo gli indirizzi”, e dice “che indirizzi?” Gli dico “quelli di casa vostra perché quando mi licenzieranno e licenzieranno il mio capo perché non faremo mai i numeri che avete scritto vi devo venire a cercare da qualche parte, quindi se mettete gli indirizzi magari andiamo più veloci” e quindi da lì è partita il taglieggiamento, la diminuzione delle sinergie perché a volte i ruoli possono essere anche non attesi. Però purtroppo come diceva prima il collega va un po’ anche preso il ruolo cattivo di dire “forse non si può fare”, a rischio anche di incorrere nel cartellino rosso perché può anche succedere.
Sì ovviamente questo è un classico rischio di chi poi persegue delle strategie di crescita per acquisizione che è una delle tante forme di acquisizione che poi come diceva Giorgio prima, le cose che acquisisci devi integrarle e ovviamente l’acquisizione è tutto un mondo, richiederebbe un workshop dedicato a quello però ovviamente anche quella è una strategia come tutte le cose poi serve la capacità di mettere a terra e quindi comunque l’organizzazione, la struttura e le persone.