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Il nostro modello di business oggi ha dei riferimenti, quindi è anche più facile da spiegare, ed è un market place, cosa difficile da spiegare all’inizio degli anni Novanta. Un market place vuol dire, come diceva giustamente Michele, che ci conoscono di più perché siamo quelli della Robe di Kappa, della Superga, della K-Way, da poco anche della Sebago, però di fatto non produciamo, non possediamo e non fatturiamo una maglietta, una giacca, un paio di scarpe all’anno. Soprattutto, la cosa importante è che non fatturiamo scarpe.
Noi abbiamo comprato i marchi e ci siamo attrezzati per fare delle cose in più ai quei marchi, che rendessero il nostro prodotto vendibile, e per nostro prodotto intendo qualcosa di assolutamente intangibile, che è fatto di marchio, marchio intangibile, di cui posso vendere l’utilizzo, limitato dai contratti, dai tempi eccetera, lo stile, che è un intangible, quindi la realizzazione del campionario delle magliette o delle scarpe che stanno intorno a quel marchio, della pubblicità che facciamo a quel marchio insieme a quel prodotto e dell’ingegnerizzazione che facciamo, che è un altro intangible (di che cosa è fatto, come è fatto, quali sono le taglie, i tessuti, le zip, che cosa usa), quindi la specifica tecnica produttiva, la specifica estetica, il design, che si trasforma in una produzione continua di campionari, e il marketing del marchio stesso.
Su tutto questo abbiamo prodotto in questi ultimi 25-30 anni una piattaforma informatica web based, che è comunque intangibile, perché la parte predominante di questa piattaforma è software, e quindi non ha gravità, è intangibile.