Abbiamo preso tre persone della ricerca e sviluppo di Unilever di Caivano, dove hanno chiuso. Poi ha chiuso lo stabilimento Nestlé di gelati a Parma e abbiamo preso anche di lì. Abbiamo avuto anche questi due colpi di fortuna, però è un’organizzazione proprio disegnata su questo processo, un processo core che adesso chiamare innovazione è un po’… È la generazione di un nuovo prodotto, che parte da un brief, da un’idea, da un progetto, poi itera fino alla messa a punto soprattutto la fase di ricetta. Poi c’è una fase di industrializzazione, estremamente critica, perché vi assicuro che industrializzare un biscotto, un cucciolone, e fare un milione di pezzi o farne 20 milioni, a livello industriale non è la stessa cosa. Anche sulla stessa macchina, ma le variabili che definiscono il costo del prodotto finito sono molto diverse. In un caso, vale la pena di automatizzare il fine linea fino in fondo; nell’altro, conviene stare belli flessibili e mettere un po’ di personale che assembla il prodotto, fai tre produzioni, poi hai finito e passi ad altre cose. Sono arbitraggi estremamente complessi. Oggi, quindi, l’organizzazione è veramente strutturata su questo processo.