Nel 2015 all’interno di FIMO cambia un po’ il mondo, perché cambia l’azionista, subentra un fondo di investimento. Come spesso succede, il passaggio dall’azionista familiare all’azionista fondo di investimento cambia il paradigma. Dal paradigma del mantenimento di un’azienda sana, che continui nel tempo, quanto più possibile, a portare dei buoni risultati che hanno garantito il benessere ad almeno tre generazioni della famiglia, a un azionista che strutturalmente lavora per la crescita. Dice: sì, okay, l’azienda è bella, è sana, fa cassa, ha un bel brand; perfetto, tutto questo – lasciatemi dire semplificando – è quello che ho pagato. Ma io dove faccio il 12 per 3? Ve la dico così perché ho l’azionista accanto, quindi se non dico meno di 12, poi s’arrabbia. Il fondo quindi cambia il paradigma. Questo cambiamento di paradigma, che può sembrare sulla carta qualcosa di più teorico che pratico, in realtà è molto pratico. L’approccio quotidiano al business, infatti, cambia in maniera strutturale.
Il primo elemento è questo. In quel momento, ve lo dico come esperienza personale perché sono entrato in questa fase dell’azienda, l’azienda non è abituata a ragionare in termini di crescita aggressiva, di andare a cercare opportunità. Sostanzialmente quindi non c’è né una strategia di crescita, né una cultura della crescita che strutturalmente deve essere una cultura del cambiamento. Anzi, voi potete ben immaginare un’azienda sana, tranquilla, comoda, che faceva i suoi risultati, non è proprio propensa da parte dei suoi middle e top manager al cambiamento, quindi c’è da fare un’attività abbastanza intensa