Quello che alla fine si genera sul tavolo è il valore che poi viene espresso dal punto di vista del cliente finale perché si crea questo piccolo ecosistema, e quindi il cliente finale dice: io mi servo della Ideal Standard perché so che la Ideal Standard non solo mi dà un prodotto normale, di qualità normale, ma mi fa da integratore, ma mi aiuta nel risolvere alcune scelte che ci sono a monte.
Questa cosa qui sembra funzionare. All’interno di questo sistema abbiamo creato, per esempio, alcune partnership con università del design. Come mai lavorare con dei poli universitari del design, per esempio la Domus Academy, nostra vicina di casa nella sede milanese?
Essenzialmente, l’altra cosa che ci mancava era aprire il nostro ciclo dell’innovazione, che molto spesso è un’innovazione basata sul continuo miglioramento di prodotto, e contaminarla con un’innovazione che invece parte da un foglio bianco e pensa a quello che debba essere per esempio il bagno fra quindici anni, fra vent’anni.
Questo è tipicamente molto difficile da fare in azienda, almeno nella mia esperienza. Il gruppo di R&D fa R&D, non fa innovation, che devi andare a comprare da qualche parte. Oppure lavori insieme a qualche partner attraverso questi tavoli, per cui l’innovazione ti arriva.