Era interessante il meccanismo delle tre onde con cui nascono le nuove idee. Io nella realtà italiana vedo una cosa particolare, questa è la mia esperienza, non voglio generalizzare. Quando io, azienda industriale, ho avuto bisogno di ricerca, mi sono rivolto al mondo universitario per qualcosa che io conoscevo già. Io quindi mi rivolgo al mondo della ricerca e dico: io vorrei la piastra di piombo con 0,3, che carta posso usare per? Io devo studiare, sto facendo l’adiacente, rivoluzione, non trasformazione. Il mondo della ricerca, invece, non è dato da quella roba lì. Adesso che frequento l’università, mi sono accorto che c’erano tanti modi immensi, non fruibili, di tecnologie, di idee, di menti, ma non riesco a creare il link, perché non è la domanda che fa l’industria, non è quella la domanda. Come faccio a creare il link? Devo aprirmi con delle strutture nuove e devo fare una quarta onda che prevede di andare ad esplorare. Chiudo facendo un esempio. Abbiamo avuto un cliente che fa sistemi per i pagamenti dei parcheggi. Viene da noi e dice: io tra due anni sono cancellato perché il cellulare farà tutto quello che faccio io. Io oggi so come fare il meccanico, so come fare ingiunzioni di pagamento, sono cancellato. Mi aiutate a capire cosa sarò tra due anni. La risposta adesso l’ha avuta così, come metafora, dopo di me: andate avanti col progetto, tu devi fare… vai lì, parcheggi, metti tutto su una piattaforma e diventi l’Airbnb del parcheggio. Questa non è una domanda che nasce su come faccio a fare meglio la mia macchina per il pagamento, mi sto facendo una domanda dicendo: ma vai in giro cercando qualcosa che mi distruggerà? I miei pericoli futuri? Oppure, le mie opportunità future?