Con Michele raccontavo questo aneddoto, come vi ho detto il mio background è automotive e io ricordo che quando facevo il capo degli acquisti che mi arrivava l’amministratore delegato di fronte a uno stile, io diventava matta perché diventano tutti artisti e designer di fronte– vero? Quindi tutti disegnano, per cui quando sono arrivata nel mondo dei motori ho detto “meno male che non esiste lo stile”. Poi come sempre la fortuna è cieca ma capita di tutto per un certo periodo ero a capo anche del centro stile e quando un giovane ingegnere in Svizzera del mio centro di ricerca e sviluppo mi chiese “ma chi è che sta pensando al motore del futuro?”
Abbiamo pensato nell’ottica che vi dicevo prima di cercare di concretizzare, un’idea, una visione, un sogno e creare veramente il moto propulsore del futuro e ho chiesto al capo del design di andare in contatto con gli ingegneri meccanici e vi assicuro che la prima volta che sono entrati nell’area di design e testing di Powertrain, il vero designer sembrano dei marziani, perché io ricordo che è arrivato con il classico ingegnere, vestito grigio, camicia, cravatta, all’epoca ancora la cravatta, adesso non si usa più. Meno male che vedo qualcuno elegante ma adesso non si usa più e questo mi è arrivato con le sneakers, un pantalone che era un mix tra damascato e mi han detto “ma è scuro”, va bene e la camicia hawaiana e sopra aveva una giacca di nuovo a quadretti, che veramente già messo così questo me l’han visto arrivare e abbiamo detto “è matto”. In realtà poi vi assicuro che mettere vicino il massimo della razionalità, gente che parla sempre solo di elementi finiti e il mondo della creatività di un designer ha creato effettivamente un connubio di un qualcosa che probabilmente uno più uno non avrebbe fatto x, come lo abbiamo chiamato noi il cursor x, ma effettivamente normalmente uno più uno fa due, lì ha fatto uno più uno x.
Effettivamente c’è stata questa contaminazione da due aree completamente diverse che ha dimostrato che una cosa può anche essere efficiente ma anche essere bella, è un aneddoto ma effettivamente noi siamo un po’ portati per cultura a segmentare molto. Questo è il mondo della fluidità quindi non possiamo continuare a rimanere attaccati a degli stereotipi e il mondo dei ragazzi che ci stiamo portando dentro ce lo sta insegnando perché quello che per noi era una sorta di vangelo, per loro non è assolutamente così e quindi dobbiamo imparare a comunicare in modo diverso e se riusciamo a farlo con loro dobbiamo necessariamente portarci dentro competenze diverse. Io ultimamente ho assunto gente che si occupa solo esclusivamente di screening di dati per tutta la parte di Artificial Intelligence. Quando uno parla di meccanica, pensa a l’ingegnere meccanico, invece no.