La vostra filiera tornando ai ragionamenti che faceva prima Giorgio, è stata coinvolta, i vostri fornitori–
È stata coinvolta in un secondo momento ma non per arroganza ma semplicemente perché se già noi che siamo grandi e senza voler togliere nulla a nessuno, me ne guardo bene, avevamo dei dubbi, figuriamoci quelli più piccoli che sono stati per anni portati dai grandi a seguirci. Io ricordo l’esperienza che ho fatto, ho passato anni in quella che era una volta Fiat Auto, attuale Stellantis in cui riconoscevo quello che diceva Annalisa, andiamo in Brasile, siamo andati in India, ci hanno seguito in Marocco, in Tunisia poi con il merge di Chrysler negli Stati Uniti, ma c’era un percorso chiaro in cui il capo filiera chiedeva ai propri partner di seguirlo e il partner sapeva esattamente che cosa fare. Noi ci siamo trovati in una situazione in cui quello che sapevamo fare non era detto che sarebbe stato quello che sarebbe servito dopo. Quindi andare a chiedere in quel momento ai nostri partner cosa facciamo avremmo veramente destabilizzato il sistema, in quel momento dovevamo continuare a tranquillizzare e continuare a produrre. Lo step successivo è stato abbiamo noi chiaro un percorso e allora iniziamo a confrontarci, ma il confronto non è stato soltanto con i nostri partner ma è stato, e forse lì è l’altro step importante di non essere più autoreferenziali ma aprirci a quello che diceva prima Giorgio, il mondo che stiamo vivendo noi oggi richiede un’intensità di capitale umano, tecnologico e di capitale vero e proprio che non può più neanche l’impresa grande fare da sola.
Quindi serve un network fatto di imprenditori che abbiano il coraggio di prendere determinate decisioni. Serve la struttura anche pubblica perché comunque il supporto a livello infrastrutturale è fondamentale, ma serve anche l’apporto delle università perché comunque servono delle competenze che stanno cambiando radicalmente e poi serve comunque l’idea del partner che può essere un partner a livello vero e proprio di partnership, Iveco Group ne ha fatte recentemente, l’ultima di lunedì scorso ma anche partner che sposino, come è stato per Amazon per esempio, una visione di quello che può essere il sogno condiviso nel nostro caso di mobilità sostenibile che sposino con te un percorso e che ti aiutino a realizzarlo. Ma questo effettivamente è stato il passaggio successivo dopo che noi avevamo identificato quale sarebbe stato il nostro ruolo.