Noi siamo un produttore per conto terzi di integratori alimentari quindi un mestiere tra virgolette abbastanza semplice, ma soprattutto che potrebbe subire e stava subendo la concorrenza dei Paesi dell’Est che a manodopera ed energia che sono i nostri due asset di costo più importanti, in giro per l’Europa sono decisamente più favorevoli. Quindi noi rischiavamo di perdere un pochettino quello che era l’appeal del made in Italy nei confronti dei clienti perché eravamo sempre più cari e quindi ricomprandoci l’azienda noi abbiamo detto “va bene, qual è la nostra strategia?”, la nostra strategia è stata quella di investire in ricerca e sviluppo e quindi di crescere in termini di brevetti, marchi di proprietà intellettuali e quindi abbiamo incominciato a investire su manager esterni che potevano darci quelle competenze che noi non avevamo perché io e i miei fratelli non abbiamo competenze farmaceutiche-chimiche e oggi posso dire che questo percorso e queste fasi della nostra vita sono stati sicuramente formanti. Non so se vuoi aggiungo già anche il secondo passaggio che era quello che poi comunque nel nostro progetto di crescita c’era quello di cercare un partner che ci aiutasse ad accelerare e quindi nel 2019 abbiamo ceduto la maggioranza a un fondo.
A questo punto però con delle regole di governance molto chiare anche nei nostri confronti quindi ovviamente il mantenimento di quello che era la possibilità di essere il CEO, il presidente del consiglio di amministrazione, progetto di internazionalizzazione, noi dal 2019 a oggi abbiamo acquisito un’altra azienda in Italia e stiamo quasi per concludere un altro acquisto in Germania e quindi da un’aziendina che quando io sono entrato fatturava tre miliardi di lire, quindi un milione e mezzo di euro, nel 2022 dovremmo chiudere a oltre 100 milioni di fatturato e con quasi 350 persone in Europa.